IL VENDICATORE, A. ZAVARELLI. Recensione in anteprima



TITOLO: Il vendicatore
AUTORE: A. Zavarelli
GENERE: Mafia/Dark Romance 
SERIE: La malavita di Boston #6
EDITORE: Grey Eagle Publications 
DATA DI USCITA: 26 marzo 2020 
PREZZO: € 5,99 ebook

Quando, in cerca di lavoro, mi sono imbattuta in un club gestito dalla mafia, stavo cercando protezione.

Non sapevo che avrei avuto bisogno di protezione da lui.
Conor O’ Callahan era esattamente il tipo di pericolo che stavo cercando di evitare. Era bello come il peccato con un accento più sexy di Ade, ma è lì che finiva il fascino. Era anche cinico, freddo e decisamente irritabile.
Quindi, potete immaginare la mia sorpresa, quando mi ha fatto una proposta. Sposarlo o perdere la mia vita.
A mali estremi, estremi rimedi. Ho imparato a fare ciò che è necessario per sopravvivere in questo mondo, e questo include sposare un mafioso. A prescindere da ciò che potrebbe dire, è solo temporaneo.
Non m’innamorerò di lui.
Perché questo sarebbe stupido, vero?

Chi conosce la Zavarelli e la sua serie Mafia/Dark, sa benissimo che ogni volume è da considerarsi stand-alone, anche se ritroviamo tutti i personaggi in quasi ogni libro. Nulla è mai stato semplice nel sindacato irlandese e ogni volume ci ha riservato molta azione, violenza e pericolo, a cui i nostri maschioni Alpha hanno saputo far fronte con orgoglio, onore e coraggio. 


Questo sesto e ultimo capitolo della saga parla di Conor, personaggio presente sin dal primo volume e di Ivy, una ragazza a cui è stata strappata la vita, la dignità e la libertà in più di un'occasione. Questa serie narra del tipo di amore capace di scatenare guerre... 
Sappiamo benissimo che Conor è il membro più giovane del sindacato e sono sempre stata abituata a vederlo come un tipo taciturno, solitario, sempre sulle sue. 
Mai mi sarei aspettata una storia di vita così dolorosa. 
“Se vuoi qualcosa in questo mondo, devi prenderlo”
Lui è cresciuto con questo motto; è il suo mantra di vita ed è totalmente rispettoso e fedele verso il sindacato; lo è sempre stato, da che ne ho memoria. Nonostante siano passati due anni dal suo ingresso nella fratellanza, è da reputarsi ancora un principiante, ma è più che disposto a dimostrare il suo valore, soprattutto a Crow, suo mentore e superiore. L’occasione gli si presenta quando gli viene affidato il suo primo vero incarico: tenere d’occhio una ragazza che ha visto cose che non avrebbe dovuto vedere e, se necessario, porre fine al problema. È così che funziona nella loro vita e Conor lo sa benissimo, ma quella ragazza, sin dal primo sguardo che le rivolge, gli suscita sensazioni strane e inspiegabilmente possessive. È evidente che sia stupenda, nonostante faccia di tutto per nasconderlo, sexy e terribilmente problematica e sarebbe un peccato se dovesse metterla a tacere una volta e per sempre, ma se in gioco c’è l’incolumità dei suoi fratelli, non c’è ragione che tenga. Loro vengono sempre prima di tutto. 
Questo ”incarico” è destinato a incasinare la testa a Conor in maniera irreversibile. Non vuole provare desiderio per lei, eppure non può farne a meno. Non può soccombere al desiderio di farla sorridere, solo per vedere quelle labbra piegate all’insù rivolte a lui; non può farlo quando lui stesso potrebbe essere costretto a porre fine alla sua vita. 

Conor è sempre stato presentato marginalmente, come un uomo freddo e distaccato. Nella sua storia, quella in cui si narra di come sia entrato nel clan e perché, ho avuto modo di conoscerlo sotto altre vesti: un ragazzo profondamente segnato dalla perdita; estremamente risoluto ad avere la sua vendetta, anche a costo della vita; un ragazzo che ha sempre avuto nel sangue l’orgoglio e il senso dell’onore, qualità che lo hanno portato a intraprendere la sua strada. Conduce una vita all’insegna del caos e della violenza, eppure è dotato di una bontà d’animo, una gentilezza e una purezza sorprendenti e inimmaginabili. 
Conor mi ha inondata di rispetto fin nel midollo delle ossa. 
Perdonatemi se non vi accenno nulla, ma non potrei mai farvi un torto simile, amici readers, e sottrarvi così il gusto e lo stupore della scoperta.
“Non sono andata in cerca di guai. Sono stati loro a trovare me”
Stessa cosa vale per Ivy, testimone molto scomoda per il sindacato irlandese, a cui la ragazza si rivolge per mettersi al sicuro. Per quanto rischiosa sia la sua presenza, sa che i suoi problemi lì non possono raggiungerla e, nonostante il sindacato non sia il massimo della sicurezza per lei, quando ti ritrovi tra l’incudine e il martello, è sempre saggio scegliere il male minore. 

Non fatevi ingannare, però, perché la verità non risiede nelle apparenze: per quanto minuta, Ivy non è certo un esserino indifeso ed è abituata a vivere in condizioni estreme, così come è abituata a essere giudicata per quella che non è dagli uomini. Ma, per qualche ragione, il giudizio di Conor le farà più male di tutti gli altri, perché Ivy è convinta di scorgere molto più in lui che il tipico stronzo mafioso.
“Ho già assistito a tutto questo. Quindi, il silenzioso giudizio di Conor non significa niente per me, o almeno non dovrebbe. Ma per qualche ragione, se devo essere sincera, fa un po’ più male di tutti gli altri”
La storia di lei è troppo straziante e non tenterò nemmeno di spiegarla a parole, perché va compresa leggendo: mette i brividi e fa provare troppa pena e disperazione per quella ragazza. La sua intera vita è un brutto sogno; le è stata spazzata via e le uniche opzioni che possiede per andare avanti sono un completo disastro. Ogni giorno rischia il tutto per tutto, ma è disposta a farlo in nome di una vita migliore: a ogni sorgere del sole si munisce di una forza tale che merita tutto il rispetto di questo mondo, ribadendo a se stessa che la vita non potrà essere così cattiva per sempre e che il peggio prima o poi passerà. È una ragazza molto dolce, combattiva e dalla genuina sincerità. Vulnerabile, sì, ma di certo non delicata.


Tra lei e Conor scoccherà un’attrazione cruda e intensa che nessuno dei due, per motivi diversi, dovrebbe e vorrebbe provare, ma che, ahimè, c’è e complicherà i piani di entrambi. Venuto a conoscenza di informazioni importanti sulla vita di Ivy, Conor capisce che dovrà andare contro la sua fratellanza e disobbedire agli ordini, seppure la cosa non lo entusiasmi. Mettere in salvo lei sarà di vitale importanza, poiché, per la prima volta, Ivy gli farà capire cosa significhi avere uno scopo nella vita che vada al di là della fratellanza e del lavoro, e cosa significhi essere amato.
“Sta avvelenando tutto ciò che amo, cercando di strapparmi la vita. La mia fratellanza. E non riesco a guardarla”
Sposarla sarà l’unica soluzione e, seppur reticente, Ivy sarà costretta ad accettare in nome di un bene maggiore. E non crediate che il loro sarà un matrimonio facile e sprovvisto di equivoci e controversie. 

La Zavarelli ci propone un’altra storia intensa, con una partenza molto dolorosa e destabilizzante e una finale da favola. 
Come per tutti i volumi precedenti, anche qui la caratterizzazione dei personaggi è sorprendente. Ho finito la lettura in poche ore, perché è stato impossibile staccarmene, ero pienamente assorta nella storia di Ivy e nello stato emotivo in cui cade Conor dopo averla conosciuta. 
Ho sofferto e li ho amati entrambi alla follia, con le loro paure, la loro forza d’animo, le loro mentalità e la scoperta del loro amore. 
Non ho mai letto una serie di mafia più bella e accattivante di questa – solo la Zaires va di pari passo – e sarà difficile, per me, trovare altri libri che possano eguagliarla. È di sicuro un saluto agrodolce, questo, fatto con il magone in gola, poiché so già che la penna della Zavarelli mi mancherà molto. 

Se amate il genere mafia/dark ricco di eros, violenza, pericolo e azione, con questa serie andate sul sicuro. 
Consigliatissima!
“Perché potremmo anche essere dei Re per le strade, ma non saremmo nulla senza le nostre Regine a casa”


LA SERIE COMPRENDE I SEGUENTI LIBRI:


IL VENDICATORE

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