Titolo: Il tempo è una vertigine
Autore: Eigei
Editore: Dea Planeta
Genere: Romance Contemporaneo
Pagine: 210
Data di uscita: 11 giugno 2019
Data di uscita: 11 giugno 2019
Prezzo: 16,00 €
Ci sono storie mai nate che durano per sempre
Da quando Davide ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, le parole sono scomparse. A venticinque anni, la sua vita è diventata una pagina bianca sopra cui non riesce a scrivere più nulla che per lui abbia senso. Ora però il suo editore pretende un secondo libro e non ha intenzione di aspettare a lungo. Per questo Davide decide di lasciarsi tutto alle spalle, e partire. Destinazione: New York. Dall’altra parte dell’Oceano, lo attendono la calda accoglienza degli zii, Manuel, l’amico di una vita, e le emozioni che solo una città del genere può regalare. Eppure, nonostante tutto attorno a lui sia cambiato, Davide continua a non trovare le parole della sua storia: quella personale e quella che dovrebbe raccontare. Fino a quando, un pomeriggio d’autunno, incontra Nicole. Lei: il suo accento francese, la sua risata seria, gli occhi verdi e grandi. Tra i due si crea una sintonia inattesa. Sembra tutto perfetto, non fosse che quelli sono gli ultimi tre giorni di Nicole a New York. Comincia così una corsa contro il tempo, durante la quale entrambi inizieranno a guardare il mondo – e se stessi – con occhi nuovi. Istante dopo istante, tutto correrà veloce verso la notte che precede la partenza di Nicole. La notte in cui Davide, forse, troverà la storia che stava cercando. Dalla penna di un poeta urbano che vanta già un grande seguito su Instagram – e in continua crescita – un romanzo che mescola prosa e poesia in una sorprendente commistione di sguardi, immagini e riflessioni sulla vita e sull’amore.
Eccomi qui oggi a parlarvi de “Il tempo è una vertigine”, scritto da un giovane ragazzo 26enne, Eigei e pubblicato grazie alla DeA Planeta Libri.
Prima voglio dirvi una cosa, readers: non fatevi ingannare dal breve numero di capitoli nella storia; sarà una lettura a dir poco intensa.
Concetto affascinante, il tempo; da sempre oggetto di studi e riflessioni scientifiche e filosofiche…
Davide non ha mai fatto grandi cose nella vita e si sente ovunque fuori luogo. Non gli è mai importato di nulla e non ha mai conosciuto l'amore, almeno non quello vero e proprio, degno di essere vissuto. È uno scrittore che ha perso fiducia in se stesso dopo i pessimi risultati che ha ottenuto il suo primo romanzo.
“Non credo nemmeno molto nel mio talento, e temo cominci a non crederci più la mia casa editrice.”
Adesso, la casa editrice gli sta con il fiato sul collo affinché rispetti il contratto e porti a termine un nuovo romanzo; ma Davide si sente oppresso e schiacciato da questo “blocco dello scrittore" che sembra essersi impadronito di lui, rievocando terribili attacchi d’ansia, frutto di alcune vicende del passato.
“Improvvisamente mi mancò il fiato. Di nuovo quelle dita che si stringevano attorno alla mia gola. Il respiro che si trasformava in rantolo.”
C'è solo una cosa da fare: partire per New York, dove risiedono i suoi zii e il suo migliore amico Manuel, ritrovare se stesso e cercare di buttar giù qualcosa di nuovo. Arrivato lì, si lascia convincere da Manuel a partecipare a una festa in maschera, dove incontra gli occhi verdi di Nicole, studentessa di economia che ama esprimersi attraverso il disegno.
“Quando mi voltai, Daredevil mi osservava. La maschera le copriva la parte superiore del volto, lasciando esposte due labbra perfettamente disegnate che mi rapirono gli occhi… La verità è che in questo momento starei a guardarla per ore in quegli occhi grandi in cui non è vero che mi perdo: mi ritrovo. Con lei il casino che ho in testa scompare.”
Iniziando la loro conoscenza, i due ragazzi si accorgono di essere in perfetta sintonia pur essendo degli sconosciuti. Davide non si aspetta nulla da lei, anche perché in Francia c'è un fidanzato ad attenderla, ma in pochissimo tempo Nicole è riuscita a spegnere il frastuono dei suoi pensieri; ma si sa, spesso la vita è più imprevedibile di un romanzo. Perché vi dico questo? Perché nonostante l'abbia appena conosciuta, Nicole ripartirà per la Francia da lì a tre giorni; per Davide non è un dolore, ma un vero e proprio tonfo al cuore. Decide, così, di farle assaporare tutta l'essenza di New York in quelle poche ore che hanno a disposizione. Un incontro che travolgerà entrambi in quella vertigine che è il tempo… Che succederà? Davide perderà l'amore, proprio ora che lo ha trovato? Riuscirà a creare una storia degna di essere letta per il suo secondo romanzo? Lungi da me l'idea di fare spoiler, ma preparatevi a versare grossi lacrimoni…
Non so che cosa dire in realtà, perché quest'autore mi ha lasciato davvero basita: così giovane, ma in possesso di una saggezza che lo rende “grande". Non sono sicura che tutto quello che scriverò in questa recensione potrà esprimere appieno ciò che sento. È un romanzo in cui non mancano certo scene romantiche e commoventi, ma è soprattutto riflessivo, e tutto quanto è amplificato all'ennesima potenza. Eigei mi ha colpita con la sua scrittura incantevole e poetica, narrata in prima persona dal solo punto di vista di Davide; un corto ma intenso viaggio che esorta a scoprire qualcosa di nuovo su se stessi, proprio come ha fatto il protagonista. Ho amato e resa mia la sua solitudine e sono stata talmente coinvolta da non subire distrazioni. Tutta la storia funziona perché è realistica, dalle piccole grandi cose quotidiane come l'amicizia tra Davide e Manuel
“ Eravamo così arroganti nei confronti della vita. Passavamo notti a guardare la città, ma non vedevamo che noi stessi. Volevamo ribaltare tutto, ma non avevamo il coraggio di cambiare una virgola. Ci bastava qualche lattina di birra, un’idea stupida e la città ci sembrava nostra”,
ai grandi argomenti e dilemmi di cui è fatta la vita (come quelli da scrittore in questo caso)
“forse avrei dovuto mostrarmi per come mi voleva la casa editrice e infilarmi quella dannata maschera. Mi sentivo finto e le mie idee non contavano più un cazzo".
Il lettore ha l'opportunità di gettare un occhio su quello che è il “mestiere” dello scrittore e non ho potuto fare a meno di chiedermi se qualcuno abbia mai sperimentato la frustrazione di non poter esprimere veramente se stessi tramite la penna, perché obbligato dai vincoli editoriali. Non mancano scene divertenti ed esilaranti, che smorzano un po' la tensione, e una descrizione dettagliatissima di luoghi e paesaggi fa immergere ancor di più il lettore in tutta la storia. In una delle sue riflessioni, il protagonista accenna a quanto sia per lui importante lasciare un segno del nostro passaggio prima che tutto finisca completamente. Sapete cosa vi dico? Eigei ha senza dubbio lasciato il suo con questo romanzo, che mi auguro sia il primo di tanti altri. Spero di aver reso l'idea, perché vale assolutamente la pena di leggerlo. Prima di lasciarvi vi propongo alcuni versi della canzone “Senza fare sul serio” di Malika Ayane che, a me personalmente, hanno ricordato molto il libro.
Consigliatissimo.
“C'è chi aspetta un miracolo
E chi aspetta l'amor…
Lento può passare il tempo
Ma se perdi tempo
Poi ti scappa il tempo, l'attimo
Lento come il movimento
Che se fai distratto
Perdi il tuo momento
Perdi l'attimo…
Tu non lo sai come vorrei
Ridurre tutto ad un giorno di sole
Tu non lo sai come vorrei
Saper guardare indietro
Senza fare sul serio
Come vorrei distrarmi e ridere”
PRODOTTO FORNITO DALLA CASA EDITRICE

























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