ANDANTE CON MOTO, VERA DEMES. Recensione



Titolo: Andante con moto
Autrice: Vera Demes
Editore: self publishing
Genere: Contemporary Romance
Pagine: 543
Prezzo: € 1,99 ebook
Data di uscita: 28 maggio 2017

«L'amore non è compassione… e neppure pietà…» la voce di Euridice era rotta da un dolore profondo e insanabile «… e io non ho bisogno della tua pietà… non mi interessa… non voglio che mi guardi come se avessi paura di me… io voglio che mi ami, voglio che mi desideri, voglio la nostra storia…»Un ragazzo simpatico e spavaldo, un vero talento calcistico, uno sciupafemmine dal cuore romantico. E una ragazza bionda e gentile. Una musicista introversa e malinconica, con un'anima libera, coraggiosa e selvatica, ricca di pensieri segreti, di dolcezza e di sensualità rivelata.Può l'amore superare il tempo, lo spazio e l'ineluttabilità del destino?Matteo non ama complicarsi la vita. È un ragazzo semplice e deciso e ha molto chiari gli obiettivi da raggiungere. Gioca a calcio da quando era un bambino e, nella sua vita, non ha mai impedito all'istinto di indicargli la strada.Così, quando, grazie a un incontro fortuito, sul suo cammino compare Euridice, ancora una volta l'istinto decide per lui tracciando chiaramente la parabola dei suoi sentimenti.Ma la realtà è più complicata di una partita di calcio.Euridice è taciturna, misteriosa ed introversa e, dietro al proprio violoncello e al suo modo esitante di affrontare la vita, nasconde terribili verità.In un percorso di passione e desiderio, rinuncia, espiazione e struggente lotta contro il tempo, lui cercherà di salvarla. Per salvare sé stesso.

Euridice e Matteo, Matteo ed Euridice: così diversi tra loro, eppure così complementari. Le ho amate moltissimo, queste due anime tanto belle: ho pianto per loro, mi sono disperata per loro, ma ho anche gioito con loro. 


Euridice è una talentuosa violoncellista di ventitré anni che, fin dalle prime pagine, mi ha colpita per il suo essere malinconico, distaccato e quasi rassegnato; mi ha suscitato un’emozione dolce e triste al tempo stesso. Vive per la musica, che è dentro di lei, la sua salvezza in questa vita che purtroppo non è stata generosa nei suoi confronti: da cinque anni convive con una patologia cardiaca molto invalidante, ha dovuto imparare a vivere in un limbo protetto in cui le emozioni sono ovattate, ridotte al minimo, non potendo esplodere come sarebbe giusto alla sua età. Ha deciso di rinunciare all’amore: quando dovrà andarsene, non ci dovranno essere rimpianti. Si concede solo avventure, per sfogare gli istinti della sua natura appassionata e passionale. È esile e riservata, osserva il mondo da fuori, con distacco; nessuno conosce il suo dramma, solo i genitori e ovviamente i medici che la curano; invano, dal momento che i farmaci non danno i risultati sperati… 

Matteo è una forza della natura: moro e scuro quanto lei è bionda e pallida, vive per il calcio; per questo sport ha lasciato la sua amata terra e la sua famiglia a tredici anni. Ora è un campione, la sua carriera è tutta in discesa, conteso dai migliori club calcistici europei, se non fosse per questo infortunio che lo innervosisce e lo rende scostante e pensieroso. Ma non è il suo carattere; è estroverso Matteo, simpaticamente baldanzoso, generoso e serio: nonostante le numerose avventure che aspetto e fama gli procurano, sogna la donna con cui passare il resto della sua vita, quella di cui innamorarsi per mettere su famiglia. 

Si incontrano per caso e sono costretti a passare qualche minuto da soli a stretto contatto, isolati dal resto del mondo. È un incontro che cambia le loro vite: nessuno dei due riesce a dimenticarsi dell’altro, anche se gli impegni li portano lontano e non hanno modo di ritrovarsi che per altri brevi istanti, dopo qualche mese. Le loro anime però si connettono fin da subito e ogni altro incontro non fa che approfondire questo legame, sebbene Euridice sia schiva e rifiuti gli inviti del bel calciatore. Ma Matteo non si perde d’animo e la sua simpatica e gioviale insistenza fa breccia nel cuore della giovane violoncellista. Si sente protettivo nei confronti di questa ragazza eterea ed evanescente e la tenerezza che lei gli sprigiona gli è sconosciuta. 

Devo dire che l’analisi dell’animo umano di Vera Demes è davvero mirabile: è bravissima nel sondare i sentimenti e le emozioni dei due protagonisti e le sue parole rendono perfettamente chiaro il carattere di ognuno di loro. Sono sì diversi, ma in compagnia l’uno dell’altra si sentono rilassati, a loro agio e provano sensazioni sconosciute fino a quel momento. 

In genere nei romanzi mi piace quando l’interazione tra i protagonisti è immediata, ma lo stile poetico e la profonda introspezione psicologica di quest’autrice sui suoi personaggi ha fatto sì che, sebbene al 26% del libro Euridice e Matteo si siano parlati per breve tempo e solo un paio di volte, le pagine siano corse via veloci: ho amato conoscere i due protagonisti in tutte le loro sfaccettature, ho osservato con attenzione i risvolti delle loro anime e forse proprio per questo mi è parso di essere empaticamente più vicina a loro.
“Avrebbe dato qualsiasi cosa pur di contare qualcosa per lei. Fu un sentimento improvviso, una consapevolezza che lo destabilizzò, il respiro trattenuto e un’emozione bruciante che lo lasciò senza fiato e che, in un attimo fugace e indimenticabile, gli rivelò la verità. Perché era vero. Desiderava quella ragazza come non gli era mai capitato di desiderare qualcosa o qualcuno in tutta la sua esistenza.”
Un’illuminazione: così potrei definire il momento, dolcissimo, in cui Matteo si rende conto di provare un forte sentimento per Euridice; succede all’improvviso, è come una verità rivelata che Vera ha descritto splendidamente.


Sentimento che è ricambiato, ma Euridice ha rinunciato all’amore. È commovente leggere le riflessioni della ragazza: rassegnazione e dolore albergano in lei e le impediscono di prendere decisioni serene e gioiose. Quanto soffre nel rinunciare a qualcosa di così bello e vero come la connessione che si accende tra di loro quando sono insieme? Troppo, per essere così giovane. Per fortuna Matteo non è tipo che si arrende: è simpaticamente insistente, sicuro di sé ed entusiasta e così trascorrono una serata da sogno, scoprendosi innamorati.
“Era la prima volta che le succedeva. Di instaurare un rapporto di complicità con un ragazzo. In passato le era sempre parso ridicolo e anche inutile e i tentativi di avvicinamento da parte degli uomini, anche di quelli con cui era andata a letto, le erano sempre sembrati grotteschi e fuori luogo. Non aveva mai sentito il bisogno di condividere qualcosa e tanto meno di concedere qualcosa di se stessa. Ma ora era diverso. Con lui le veniva tutto facile e istintivo e non le dispiaceva. Stringere la sua mano, sentirlo vicino, ridere di qualche sciocchezza come una coppia qualunque, come aveva sempre sognato che fosse.”
Questa parte è meravigliosa: i due giovani vivono un amore assoluto, puro e profondo. Il sentimento del calciatore non conosce tentennamenti: è sincero e appassionato, vive alla luce del sole questa storia che lo rende assurdamente felice e sa che Euridice rappresenta il suo presente e il suo futuro. Vivono settimane magiche, sempre più innamorati, sempre più uniti; la musica e il calcio non sono più al primo posto delle loro priorità, l’unica cosa veramente fondamentale è il loro amore. Euridice si trasforma: è piena di gioia, radiosa e raggiante come non è mai stata. Eppure non vuole parlare a Matteo della sua malattia; se da una parte ho capito le sue motivazioni, non posso dire di aver appoggiato la decisione ostinata di non voler provare l’unica cosa che potrebbe salvarle la vita. Il lettore è trascinato in questo mondo gioioso che i due giovani hanno creato, si sente rapito dalla loro felicità assoluta, ma nello stesso tempo percepisce con angoscia il tempo che passa, la debolezza di Euridice, la sua fatica in certe situazioni: una sensazione di ineluttabilità lo accompagna e quando Eliana legge la mano della violoncellista, la mia angoscia ha raggiunto il picco...
“Hai bisogno di fare un po’ di esercizio fisico.” Matteo si sfilò il costume da bagno rivelando la vigorosa naturalezza della propria erezione e poi l’attirò a sé, sull’amaca, senza smettere di accarezzarla e percependo la sua eccitazione tra le dita. “Dobbiamo andare a fare la spesa…” Lei gemette sciogliendosi di piacere al tocco delle sue carezze profonde ed esperte e con spontaneità lo assecondò quando lui le sfilò il bikini e poi la prese per i fianchi facendola sedere a cavalcioni si di sé, in quel precario appoggio che stava scricchiolando pericolosamente sotto il loro peso.”
I pochi giorni di vacanza trascorsi nella solitudine di un’isoletta mediterranea sono paradisiaci; lì il loro amore, l’unione delle loro anime, raggiungono vette inimmaginabili. Ma presto, troppo presto, la realtà torna a bussare e la vita quotidiana si rivela in tutta la sua drammaticità: Euridice si sente male e a quel punto il giovane scopre la verità. Un dolore devastante e senza precedenti lo coglie e la sua disperazione si trasmette al lettore, lo copre e lo compenetra. A nulla valgono i suoi sforzi per stare accanto alla ragazza: Euridice lo allontana, non vuole la sua compassione e Matteo, spezzato e distrutto, non può fare altro che seguire la sua carriera, cercando, invano, di dimenticarsi di lei. 

Vi giuro, readers, che l’ultima parte di questo romanzo mi ha tenuta con il fiato sospeso e le lacrime pronte a sgorgare: l’intensità delle emozioni provate dai due giovani, la tristezza e la disperazione davanti a un destino così crudele, bucano le pagine del libro e si riversano sul lettore, che non può non commuoversi e sperare che Matteo ed Euridice possano finalmente trovare la pace nella condivisione delle loro vite. 

Ovviamente vi consiglio con tutto il cuore di leggere questo libro, assaporare ogni pagina, ogni sfumatura delle vite di questi due meravigliosi personaggi: soffrirete, piangerete e vi dispererete, ma ogni emozione triste sarà compensata dalla gioia di scoprire che Matteo ed Euridice hanno saputo trovare quell’amore unico e raro che trascende le diversità, e lega per sempre due anime che hanno saputo trovarsi, nonostante un destino che sembrava immutabile.

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