LA SPADA E IL FIORE, ANGELA WHITE. Recensione


Titolo: La spada e il fiore
Serie: Le profezie della strega scalza Vol. 7
(Tutti i romanzi sono autoconclusivi e si possono leggere nell’ordine che si preferisce)
Autrice: Angela White
Editore: Amazon Publishing
Data di pubblicazione: 10 Settembre 2019
Pagine: 298


Un tenero fiore può piegare l’acciaio di una spada

Impavido, sfrontato, difensore degli oppressi e amante della libertà, Richard Torquil è il cavaliere più ammirato di Re Enrico II d’Inghilterra. Margaret, dama della Regina Eleonora, è considerata la lady perfetta. Le sue virtù sono innumerevoli: bellezza, grazia, riservatezza, intelligenza. In realtà la sua impeccabile condotta è una corazza che la protegge dal mondo e nasconde le sue fragilità. In cuor suo non ha mai dimenticato il giovane cavaliere errante che osò rubarle un bacio in riva al mare per poi scomparire dalla sua vita. Lei lo riconosce subito nel tenebroso, imprevedibile guerriero giunto a corte, che si diverte a provocarla e ignorarla, attrarla e respingerla in un gioco spietato. Ma forse capace di far cadere le reciproche maschere…

Questo è il settimo romanzo della serie “Le profezie della strega scalza”; ho letto tutti i libri precedenti, ma ancora una volta Angela White ha saputo stupirmi. Se avete un attimo di pazienza, vi spiegherò il perché.

“Ma la verità, ragazzo del nord, è che l’inferno non esiste. E neanche il paradiso. O meglio, non come credi tu. Non come insegnano i preti. È tutto su questa terra. Su questa sporca, inospitale e meravigliosa terra. Il paradiso è quando sei giovane e puoi goderti la vita, padrone di tutto ciò che conta, ovvero te stesso. L’inferno comincia quando quella giovinezza, quella straordinaria e meravigliosa libertà hanno fine.”
Queste sono le parole che Richard Torquil rivolge al giovane vichingo che a bordo del suo drakkar lo sta portando in patria, dopo un lungo viaggio. Traspare disillusione, forse anche rassegnazione e nostalgia, tanto che viene da chiederci cosa abbia portato un giovane e valoroso guerriero di trent’anni a pronunciarle. Egli è il campione del Re; la sua fama di miglior cavaliere del regno attraversa i mari e si estende lontano. È ammirato e osannato, ma la sua tristezza e solitudine colpiscono il cuore: una brutta ferita al ginocchio lo ha reso zoppo e da quel momento la sua vita è cambiata, rimpiange il tempo in cui la gamba sana gli permetteva di combattere a lungo e senza problemi, rimpiange la libertà di fare quello che più ama. Ora niente lo smuove, o quasi. Richard è un animo tormentato, la sua vita avventurosa ha subito una battuta d’arresto dopo la ferita. Il dolore al ginocchio e quello più profondo dell’anima lo dilaniano ogni giorno, ma ogni giorno il guerriero che è in lui li combatte con tutte le forze; tuttavia trapelano, agli occhi di chi lo conosce bene, di chi lo ama e vorrebbe rivedere sul suo viso solo le risate piene e spensierate dei giorni lontani.
“Ah, Margaret” disse lui, come se gli fosse stata appena inferta una ferita. Ma la sua sofferenza era più profonda di quella lasciata da un’arma in battaglia. Era un dolore sotterraneo e invisibile che lei percepiva nei suoi silenzi, nei toni amari che arrugginivano la sua magnifica risata, nelle ombre dei suoi occhi. Un dolore che lo rendeva lontano anche quando la stringeva tra le braccia. Proprio come in quel momento.”
Margaret di Deerstone è la dama perfetta: leale nei confronti di Lady Leanne e Lord Hayden, che ha servito per anni, ora si trova proprio per volere dei suoi signori a corte, sotto la protezione di Jamie Lamartes (ma quanto amo questo personaggio?!), anch’egli fedele e molto affezionato ai signori di Deerstone. Margaret è intelligente, delicata, saggia; una vera signora, che a ventiquattro anni non ha nessuna intenzione di sposarsi e che ancora porta nel cuore il ricordo di quando, quindicenne, un giovane cavaliere scapestrato, Richard Toquil, l’ha baciata sulla spiaggia ventosa di Deerstone. Mi ha toccata la grande nostalgia che Margaret prova per quella che ha sempre considerato casa, Deerstone: l’autrice è una maestra nelle descrizioni del lontano castello e sembra di sentire il profumo dei bracieri ardenti e pieni di erbe odorose, il muggito del mare e l’aria piena di salsedine. L’affetto sincero che lega Margaret ai suoi signori sottolinea ancora di più quanto la lontananza sia per lei motivo di intima sofferenza, ma mai una volta la dama si lascia sfuggire un lamento. 

Cosa potrebbe succedere se a distanza di nove anni i due si incontrassero nuovamente? Beh, di sicuro non si può dire che il loro ritrovarsi sia tranquillo! Scoppiano scintille, tanto che nei giorni successivi Margaret cerca di evitare in tutti i modi Richard, mentre costui la segue bramoso con gli occhi, ogni volta che ne ha l’occasione; e tutti i loro brevi incontri accendono il fuoco della passione, fino a quel momento sconosciuta alla dama.
“L’attirò a sé e la sentì sussultare. Le accarezzò le guance, pallide come fiori di mandorlo. E le vide tingersi di rosa al suo tocco. Voleva toccarla ovunque. Voleva vederla arrossire ancora di più. Tra le sue braccia la sentì tremare. Le sfiorò le labbra per impedirle di parlare. Gli era mancata la sua voce, ma adesso non voleva sentirla. Perché Lady Margaret gli avrebbe chiesto soltanto di lasciarla. E lui non voleva.”
Quando sono insieme sembra quasi impossibile non toccarsi; è così difficile, che Richard si trova a dover prendere seppur controvoglia una decisione inaspettata. Ma non è solo questo a sconvolgerlo: Rob, il suo scudiero, arriva portando da lontano tristi notizie e ora il giovane cavaliere non può più sottrarsi al suo destino… 


Ho ammirato il grande coraggio di Margaret, la sua dignità e la compostezza nell’accettare qualcosa di inevitabile, ma ho anche ammirato la determinazione con cui ha sempre affrontato ogni situazione. Non è una persona che si piange addosso, sa come fronteggiare Torquil anche quando costui passa il segno e la scoperta che fa improvvisamente non le impedisce di prendere in mano le redini della sua vita. Richard con lei alterna momenti in cui è scostante, duro e sfrontato, ad altri in cui manifesta una grande tenerezza, una dolcezza commovente, sempre accompagnate da un desiderio che nemmeno lui comprende e che lo sgomenta: in presenza di Margaret si sente diverso e non è in grado di capire se questo stato d’animo lo soddisfa oppure no. Si dimostra possessivo e geloso, ma non sa dare un nome a quest’agitazione e inquietudine che lo colgono quando è con lei.
“Con un profondo ringhio di gola, Richard l’afferrò alla vita, attirandola contro di sé. Affondò il viso tra i suoi capelli, respirando quella fragranza che profumava semplicemente di lei. Di Margaret. Un’essenza femminile di fiori e di mare. La morse, poi lambì il segno impresso dai suoi denti. Sentì fremere la sua pelle sotto la lingua. La sentì tremare tra le sue braccia. Nuda e indifesa, ma con il potere di sconvolgerlo.”
Ciò che tormenta Richard così a fondo, lo svela egli stesso a Margaret, confessando anche che la sua presenza allevia il dolore per quella perdita. Ma può bastare a una donna innamorata questa ammissione? Inoltre Richard ha nascosto a Margaret una cosa importante, destinata a cambiare le loro vite e questo segreto potrebbe distruggere l’intesa che i due hanno trovato; la reazione della donna quando lo scopre, è il frutto di tutta una vita vissuta cercando di essere perfetta (per quanto Margaret odi questa definizione), di non deludere le persone vicine. Ora è giunto per la giovane donna il momento di non accettare più di non essere amata; non le bastano più l’apprezzamento, la stima degli altri; men che meno tollera l’umiliazione e l’inganno a cui il non detto di Richard l’ha sottoposta. La mancanza di sincerità la ferisce profondamente e la porta ad allontanarsi da Richard… 

Ogni volta che leggo un libro di Angela White vengo colta da stupore; sì, perché quest’autrice non sbaglia un colpo: le sue opere sono intrise di una dolcezza e di una delicatezza incredibili. La sua bravura nel raccontare, nelle descrizioni e nell’approfondimento dell’animo dei suoi personaggi è tale che ogni volta rimango colpita. Lo stile così elegante e impreziosito da termini che hanno una musicalità intrinseca, mi ha trasportata nel Medioevo, e per me che amo molto la storia è stata davvero un’emozione grande! Angela White pure questa volta mi ha fatto sognare, grazie anche alla sua conoscenza della storia e dei costumi dell’epoca, che arricchisce una trama già di suo interessante e avvincente. Quindi vi consiglio assolutamente questo libro, anzi tutta la serie, soprattutto se amate i racconti di dame e cavalieri; io da parte mia aspetto il prossimo, che spero racconti le vicende di James ed Elisa… E se è vero che gli opposti si attraggono, ne vedremo delle belle!



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