SUGAR DADDY, Sawyer Bennet. Recensione in Anteprima.

 

Titolo: Sugar Daddy (Edizione italiana)
Titolo originale: Sugar Daddy
Serie: Sugar Bowl #1
Autrice. Sawyer Bennett
Genere: Romance contemporaneo, Erotico
Lunghezza: 235 pagine


La seduzione non è mai stata tanto dolce! La scrittrice più venduta del New York Times, autrice della serie Cold Fury – Alex, Garrett, Zack e Ryker – torna con il primo romanzo di una bollente nuova trilogia.

Sela Halstead ha perso l’innocenza in un modo che nessuna sedicenne dovrebbe mai essere costretta a sperimentare. Ha passato anni a cercare di dimenticare quella notte, chiedendosi quale fosse l’identità dei mostri che l’avevano brutalizzata… finché un tatuaggio rivelatore non compare sullo schermo del suo televisore. Il disegno incriminato appartiene a Jonathon Townsend, il milionario fondatore di The Sugar Bowl, un sito che abbina uomini maturi a giovani donne suggestionabili. Ossessionata dalla vendetta, Sela si infiltra nel mondo di Townsend ma finisce per ritrovarsi faccia a faccia con un’allettante complicazione: Beckett North, il carismatico socio in affari di Townsend.

Beck, il genio informatico che si cela dietro The Sugar Bowl, ottiene sempre ciò che vuole, sia negli affari che a letto. Ha provato ogni tipo di oscenità immaginabile eppure qualcosa, nella ingenua e innocente Sela, scatena le sue fantasie più bollenti. Perché con lei non si tratta soltanto di sesso. Con lei, Beck si apre come non ha mai fatto con nessun’altra ragazza. Ma allora perché ha la sensazione che Sela gli nasconda qualcosa? In un mondo di piacere e potere, la scioccante verità potrebbe metterli l’uno contro l’altra… oppure legarli per sempre.

Nota: Sugar Daddy termina con un finale in sospeso. La storia di Sela e Beck continua in Sugar Rush e in Sugar Free!

Ben ritrovati, readers. Oggi vi parlo di “Sugar Daddy”, primo volume di una trilogia firmata da Sawyer Bennet, autrice bestseller del New York Times che, a quanto mi dicono, ha spopolato tra i lettori con i suoi precedenti romanzi. Per me la sua penna è stata un’esperienza nuova e vi confesso che non mi dispiace affatto il suo stile particolare, tanto da essere in trepidante attesa del secondo volume che compone la trilogia. Cosa dovete aspettarvi da questa nuova storia? Adesso ve ne parlo.
“Vividi frammenti di immagini mi balenano nel cervello. Scene che ho già visto nei miei incubi e che pensavo fossero soltanto quello.
I miei polsi inchiodati al materasso.
Un dolore bruciante mentre qualcuno mi scopa il sedere. Una fenice rossa su un polso.
<Pensi che mi succhierebbe l’uccello?>
<Ingoialo.>
<Tutto.>”
Il romanzo si apre con un prologo che lascia tanta rabbia e sdegno, readers. Una furiosa indignazione che fa ribollire il sangue. Queste prime pagine hanno un sapore amaro e nauseante. Lascia l’anima tremante, fredda e bagnata e il cuore fragile come vetro soffiato. Anche adesso che scrivo questa recensione, al solo ricordare la sensazione vissuta in quella parte del romanzo, vi giuro che mi si ghiacciano le dita mentre le batto sulla tastiera. Una Sela sedicenne, la nostra protagonista, viene drogata e brutalmente abusata da tre uomini di cui ignora l’identità. L’unica cosa che rammenta di quell’orribile notte è una fenice rosso fuoco tatuata sul corpo dei suoi aguzzini. Nonostante abbia passato molto tempo a cercare di rimettersi, di guarire anima e corpo dal trauma subito, Sela ce l’ha fatta solo in parte. La sua psiche e la sua vita sono totalmente e irrimediabilmente andate in frantumi, annegate nel dolore e nella sofferenza, ha sviluppato un rapporto masochista con il suo corpo, la sua intimità, il suo modo di vedere e praticare il sesso: è stata danneggiata per sempre. Avere giustizia avrebbe, forse, potuto alleviare la sua agonia, ma in che modo, se non ha la minima idea di chi siano quei tre uomini? Quel marchio, il tatuaggio, è l’unico promemoria di quella notte fatale, l’unico indizio che potrebbe aiutarla. A distanza di dieci anni, Sela riconosce quello stesso tatuaggio sul corpo di un uomo ben visto in società: Jonathon Townsend, co-fondatore di “The Sugar Bowl”, un sito di incontri che combina uomini ricchi e maturi, i Sugar Daddy, con giovani e ambiziose ragazze, le Sugar Baby. I ricordi di quell’orribile notte riaffiorano e non ci sono più dubbi: lui è uno degli uomini che l’ha brutalmente stuprata rubandole l’innocenza e regalandole un cumulo di rabbia rovente, sofferenza e agonia.
“Sollevo una mano, me ne strofino il dorso sul naso moccioso, poi lo pulisco sui jeans. Goffamente, mi spingo in piedi e rifletto sulle implicazioni di ciò che ho appena visto. Che ho appena ricordato. Il mio stupratore. O, almeno, uno di loro. Un ragazzo di successo, di bell’aspetto, a capo di una specie di impero. Si ricorda di quello che mi ha fatto? <Ingoialo. Tutto.>”
Vendicarsi, allora, non è più soltanto un’effimera illusione: diventa una possibile realtà che Sela ha tutte le intenzioni di voler concretizzare. Costi quel che costi. Al diavolo tutte le conseguenze. Il suo piano è piuttosto semplice: sedurre il migliore amico di Jonathon fino a entrare nella sua vita e, di conseguenza, avvicinarsi al suo aguzzino e farsi giustizia. Ma in un piano frettoloso, dettato da pura rabbia e istinto, nulla può andare nel verso giusto.
“Non posso accontentarmi di una morte veloce, prima ho bisogno di informazioni. Questo significa che devo avvicinarmi a lui. E forse Beck North è esattamente ciò che mi serve. Conoscere lui, forse, mi permetterà di avvicinarmi a Jonathon, ma non al punto da rischiare di scoprirmi.”
Beck non è solo il migliore amico di Jonathon, ma anche il suo socio in affari. Pur gestendo insieme la compagnia, Jonathon e Beck non potrebbero essere più diversi. Se il primo è dedito ad approfittare della carica che ricopre per condurre una vita sporca, sadica e sregolata, Beck non ha lo stesso modus operandi. Non fraintendetemi: non è un santo, questo no, ma nemmeno un demonio come il suo socio. Per quanto gli piacciano le donne e le notti di sesso bollente e sfrenato, non vuole nessun impegno a lungo termine, tanto meno circoscritto da un contratto, come farebbe uno Sugar Daddy. Non ha intenzione di rinunciare alla sua indipendenza per impegnarsi, ma al contempo si gode la popolarità di cui è rivestito per degli occasionali rapporti sessuali. Quando incontra Sela, completamente all’oscuro delle sue intenzioni, Beck rimane decisamente affascinato e rapito dai modi di fare fermi e decisi di quella donna sicura di sé. Tutto di lei sembra gridare fuoco e fiamme, eros e sesso spinto, ciò che fa proprio al caso suo. Ma l’unico motivo per cui interessa a Sela, è capire come usarlo per raggiungere il suo obiettivo. Le cose tra loro partiranno spedite, con un Beck sempre più preso da quella relazione e una Sela astuta e sempre più smaniosa di portare a termine la sua vendetta, fino a quando la sua recita non lascerà il posto a sentimenti ed emozioni genuine. A quel punto, rimanere fredda, distante e concentrata, risulterà essere una vera sfida. I suoi aguzzini si sono assicurati che Sela non si sentisse più a suo agio con l’atto sessuale. Nessuno è mai stato fantastico, nessuno l’ha mai fatta tremare dal piacere. Non ha mai sperimentato una connessione che vada oltre l’amplesso. Con Beck sperimenterà tutte le sensazioni mai provate prima: brividi sulla pelle, adrenalina che percorre il corpo, delizioso dolore tra le gambe. Assisterete a emozioni che si scontrano e vorticano per prevalere: i sensi si perdono, le convinzioni si indeboliscono e confusione e incertezza prendono il sopravvento. Che fare? Andare avanti con il suo piano, continuando a ingannare Beck o rinunciare alla vendetta, per paura di perdere l’uomo di cui si sta chiaramente innamorando? La luce che Beck le infonde è più forte delle tenebre che le ha lasciato Jonathon?

“Lui mi ha donato piacere e rispetto. Mi ha fatto credere in me stessa. Ha fatto sì che non mi considerassi più una vittima. E senza questo peso sulle spalle, mi chiedo che bisogno ho della vendetta. E cosa accadrebbe se rinunciassi al rancore e alla rabbia e riempissi quello spazio vuoto con Beck North.”
Che cosa accadrebbe se Beck, avverso alla disonestà, ai segreti e ai doppi fini, scoprisse di essere ingannato? Da che parte starebbe se tutto venisse a galla? Dalla parte di Sela, la prima donna per cui prova sentimenti forti e reali, ma che conosce da poco o Jonathon, amico e fratello di una vita intera, con cui condivide un legame profondo che va oltre la semplice amicizia? La Bennet ci lascia con una miriade di domande senza risposta: i colpi di scena non mancheranno, inquietudine e suspense vi lasceranno tremanti e un finale esplosivo vi terrà con il fiato sospeso fino al prossimo volume. Non sarà surreale, cari readers, la sensazione di una catastrofe imminente.
<Solo, non mentirmi,> aggiunge in tono brusco. <Non farlo mai. Non fare mai niente che mi convinca a smettere di fidarmi di te e tutto andrà bene. Okay?>
Sento il cuore sprofondare. Perché ho intenzione di continuare a mentirgli finché la mia missione non sarà completa.”
Un inizio più che promettente: una trilogia che si prospetta essere travolgente. Come vi ho già detto, quello della Bennet è uno stile magnificamente scorrevole e molto particolare: il romanzo si apre con toni cupi e drammatici, dalle sfumature noir, poiché inizialmente tutto ruoterà attorno alla rabbia feroce di Sela e alla sua voglia incontrollata di vendetta. Poi le cose cambiano e il romanzo assume sempre più i panni di un romance, una relazione sempre più eccitante e spinta, pregna di sesso, desiderio, erotismo e seduzione (anche le parole sono preliminari, qui. E in questo caso, questa precisa fase del romanzo, del rapporto che Beck e Sela instaurano, mi ha ricordato un po’ una delle opere di Lauren Parker, “La proposta”. Non dico che la storia sia la stessa, questo assolutamente no, ma il loro rapporto mi ha vagamente ricordato quello che i protagonisti di quel romanzo condividono. Chi lo ha letto, sa di cosa parlo). Ma la questione “vendetta” rimane sempre un punto fisso, anche se potreste avere l’idea che venga accantonata in alcuni momenti. Verso l’epilogo, ecco che le questioni in sospeso tornano alla carica, assieme al tono cupo e drammatico moltiplicato per mille, in un ritmo carico di adrenalina da cardiopalma.

Essendo questa una trilogia, quindi un mondo e una storia tutti ancora da scoprire, questo primo volume lo reputo molto introduttivo, dedito alle presentazioni, passatemi il termine. Verrete introdotti al mondo delle sugar ship, termine che definisce le relazioni tra Sugar Daddy e Sugar Baby e in parte, ma solo in parte, vi ho accennato di che cosa si tratta. È un accordo, totalmente legale, in cui entrambi le parti traggono dei benefici: i Daddy hanno una ragazza giovanissima da sfoggiare accanto a loro durante eventi mondani, pronte a ricordare loro la giovinezza perduta, e le Baby hanno un uomo ricco pronto a sistemarle e mantenerle economicamente parlando. Morale della favola: il paparino paga per la sua piccola. Ciò che nell’accordo non è menzionato sono le aspettative sessuali, anche se il più delle volte sono implicite.
Anche l’analisi dei personaggi è piuttosto approfondita e dettagliata, come è giusto che sia.
Conoscerete una Sela guidata dall’odio e dalla rabbia cocente. Pur essendo una ragazza di giovane età diciamo pure che gli aggettivi “innocente” e “fresca” non possono essere utilizzati per descrivere la donna cupa e danneggiata che conoscerete. Il suo personaggio è caratterizzato e influenzato da una dosa eccessiva di rabbia e un soverchiante bisogno di vendetta. Come non capirla? D’altronde vive nel suo inferno personale e il coltello le verrà girato nella piaga, dato che, frequentando Beck, dovrà aver a che fare con il suo aguzzino, facendo buon viso a cattivo gioco talvolta. Proverà qualcosa di profondo e travolgente per Beck, smorzato però dall’odio feroce che prova per Jonathon. Tentare di mascherare il disgusto nei confronti di quell’uomo, non sarà cosa facile considerando soprattutto l’affetto che Beck prova per il suo migliore amico, ignaro di che mostro viscido sia in realtà.
Beck: un personaggio affascinante, sublime e intrigante. Molto altruista e tutta un’altra cosa rispetto a Jonathon. Beck è la mente dietro la società, Jonathon il grazioso faccino sui manifesti. Beck è amichevole, umile e affascinante, Jonathon è colmo di condiscendenza e arroganza, un personaggio così vile che mi fa venire voglia di castrarlo. Davvero è surreale pensare che questi due esseri agli antipodi siamo amici da una vita, o meglio è surreale pensare che Beck sia amico di questo essere infimo. Eppure, ma non sono convinta al 100% di questa mia ipotesi, sospetto che anche Beck abbia i suoi scheletri nell’armadio: la Bennet ci dà modo di conoscere a fondo più Beck che Jonathon, ma ho le mie ragioni per credere che ci sia molto altro di lui che ancora non sappiamo. Nel finale, e non solo, ci vengono lasciati chiari e potenziali indizi di ciò.
Come proseguirà la storia di questo triangolo? Dato il finale che l’autrice ci ha regalato, mi aspetto fuoco e fiamme nei prossimi volumi. Vi do appuntamento con “Sugar Rush”, amici readers e intanto vi consiglio ardentemente di iniziare questa travolgente avventura.

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