TITOLO: Verità e bugie
AUTORE: Caroline Mitchell
EDITORE: newton compton editori
GENERE: thriller
DATA D'USCITA: 11 febbraio 2021
PREZZO: € 4,99 ebook
Il pericolo è in casa tua. Ed è qualcuno che conosci.
La detective Amy Winter sogna di ripercorrere le orme del padre, un pluridecorato agente di polizia. Ha dimostrato più volte la sua determinazione e al distretto non c’è nessuno più motivato di lei.
Ma la sua vita viene improvvisamente sconvolta da una lettera della pluriomicida Lillian Grimes. Responsabile di una serie di efferati omicidi risalenti a decenni prima, è il male incarnato. Con il marito formava la coppia di serial killer ribattezzata “Le Bestie di Brentwood”.
E Lillian è la madre biologica di Amy.
Adesso è pronta a rivelare dove ha sepolto tre delle sue vittime, ma solo se Amy sarà disposta a seguire le sue regole. Per evitare un nuovo spaventoso omicidio, Amy accetta di partecipare a quel gioco malato, mentre cerca di venire a patti con i fantasmi del passato che si fanno sempre più minacciosi.
Ma è possibile che, da dietro le sbarre, Grimes abbia ordito una trama ancora più crudele di quanto Amy possa immaginare?
Nel 1987 una coppia di coniugi killer ribattezzata “Le Bestie di Brentwood” viene arrestata e condannata all’ergastolo per l’omicidio di nove ragazze giovanissime che, prima di essere assassinate brutalmente, sono state abusate e torturate.
Sei corpi su nove vengono ritrovati nel giardino di casa di Lillian e Jack, mentre i restanti tre, nonostante siano passati anni e anni dal loro arresto, risultano ancora introvabili. Nessuno dei due è mai stato intenzionato a rivelare l’esatta ubicazione dei resti di quelle ragazze, donando pace alle loro famiglie, ma dopo decenni Lillian cambia le carte in tavola e decide di vuotare il sacco. Finora il silenzio in cui si era trincerata è stato il suo personale guanto di sfida. Perché aiutare la polizia dopo tutto quello che le hanno fatto? Ora, le cose potrebbero tornare a suo favore. In Amy Winter, ispettore di polizia e figlia adottiva del detective che ha sbattuto lei e suo marito in cella per il resto della loro miserabile vita, Lillian riconosce la sua figlia biologica minore, data in adozione molto tempo prima.
La vita di Amy non è cominciata nel migliore dei modi: non è nata con la camicia e ha dovuto patire sofferenze psicologiche terribili nella prima infanzia, a causa di due genitori psicopatici. Alle prese con l’elaborazione del lutto per la perdita del padre adottivo, l’ultima cosa che si aspetta di ricevere è una lettera da parte di Lillian, che la informa sul fatto che i suoi genitori naturali sono proprio “Le Bestie di Brentwood”. Ed ecco che il passato rialza la testa per salutarla.
“So che ti rifiuterai di venire a trovarmi, perciò ho intenzione di portarti qui nell’unico modo che conosco. Ci sono altri tre corpi sepolti. Altre tre famiglie a cui puoi donare la pace. Ti aiuterò a trovare i cadaveri. Ma non farmi aspettare. Rispondimi entro una settimana, o mi porterò i miei segreti nella tomba. Per sempre tua, Lillian”
Amy vorrebbe scordarsi tutto, cancellare ogni parola di quella dannata lettera, ma sarebbe troppo facile. Quelle righe sono ormai marchiate a fuoco nella sua mente. Ma il padre adottivo le ha insegnato a fare ciò che è giusto, non ciò che è facile, quindi non le resta che mettere da parte le sue emozioni e riportare quelle ragazze a casa. Non si tratterà solo di incontrare Lillian Grimes: dovrà gettarsi nelle viscere di un incubo che l’ha tormentata per anni.
“Ricordi, oscuri e rancidi, appestavano i recessi più profondi della sua mente. Negli ultimi tempi stava diventando sempre più difficile tenerli giù.
Lillian è disposta a chiudere il cerchio, ma ci sono delle regole da seguire, delle condizioni a cui Amy deve sottostare: che cosa ha in mente la sua madre biologica? Perché parlare ora e solo con Amy? Istinto materno? Escluderei che un mostro del genere sia felice di rivedere sua figlia, senza un tornaconto personale. Pentimento, voglia di redimersi? Andiamo, readers, gli psicopatici non sono in grado di provare empatia, ma di certo sono in grado di simularla per perseguire i propri interessi. Lillian la manipolerà. Spruzzerà gocce di memoria qua e là per risucchiarla di nuovo nel gorgo del loro passato. Devo dire che questa donna ha più facce di Medusa. Mi sono chiesta più volte quanto profonde fossero le fantasie che si dibattevano nella sua mente e quale fosse il vero scopo di tutto il teatrino che metterà in scena. Questo mostro si insinuerà in ogni aspetto della vita di Amy, ma una volta ritrovati gli ultimi tre corpi questa storia è destinata a finire. O no? Il passato non ha ancora finito con lei, ma uno spirito così forte non può arrendersi.
“Con i tacchi che picchiettavano sul marciapiedi, Amy ebbe la certezza di aver imboccato una strada che avrebbe dovuto percorrere da sola - disperatamente sola. Non poteva accadere una seconda volta.”
Non c’è che dire: un thriller sicuramente ben concepito e strutturato, peccato che vada a perdere colpi proprio verso l’epilogo. Parte carico di promesse, di ingegno e aspettativa, prosegue a tutta velocità, trascinando e coinvolgendo il lettore nella sua storia, ma frena bruscamente verso il finale, lasciando con l’amaro in bocca e in preda a una leggera confusione.
La scrittura dell’autrice è molto dettagliata, vivida e scorrevole. Il tema principale del romanzo rimarrà il ritrovamento degli ultimi tre cadaveri, ma man mano che il caso procede la trama si delinea e dirama maggiormente, dando vita a un’altra catena di eventi che si incastra discretamente con quello che è l’epicentro di tutto il romanzo: il gioco macabro e perverso di Lillian.
Ho avuto costantemente il cuore che svolazzava come una farfalla impaurita e brividi persistenti sulla pelle. La storia è narrata in terza persona e dona al lettore la possibilità di conoscere, scoprire e capire le vicende da ogni angolazione e punto di vista. La trama si divide tra il presente, che segue la chiusura del caso e il gioco di Lillian, e il tempo passato, narrato attraverso i ricordi da bambina di Amy e vera testimonianza di che cosa è accaduto realmente. Amy ha relegato quei ricordi in un cassetto della sua mente e lo tiene chiuso da molto tempo. Ma proprio questa parte del romanzo offre al lettore la possibilità di capire dove risieda la verità e dove la menzogna, cosa che nel presente è difficile da affermare con certezza. Persa nei meandri di quei macabri ricordi, il terrore mi ha oscurato i sensi e suscitato una sensazione di insicurezza. Mi sono sentita una bambina, persa al buio, pietrificata sulle scale di uno scantinato buio che sai già ti porterà in un luogo spaventoso, in cui sarebbe meglio non addentrarsi. Caroline Mitchell ha saputo destreggiarsi egregiamente, giocando con verità e bugie e depistando il lettore.
Entrerete nella mente di tutti i personaggi, ma a prevalere saranno quelle di Amy e Lillian.
Lillian, deviante sotto ogni aspetto, donna fredda, sadica, calcolatrice, vendicativa e psicopatica. Averci a che fare non sarà facile, ho provato un perenne disgusto che mi si è attaccato come una seconda pelle, ma dovrete tollerare per tutto il romanzo il suo essere spregevole e meschina. Anche la pena di morte sarebbe una condanna troppo leggera per questo essere infido.
Amy, un ispettore esemplare, una donna forte e determinata, vittima del passato e di un’identità che non le appartiene. Troppo ha sofferto e troppo soffrirà ancora. Non avete idea delle mille e orride sfaccettature del suo passato che verranno alla luce, violente emozioni che scorrono nelle vene e avvelenano l’anima. Come ha fatto a entrare in contatto con tanta depravazione senza sporcarsi? Il detective Robert Winter è stato un miracolo per questa ragazza.
Che altro posso dirvi?
Il finale è caratterizzato da un grande colpo di scena, ma per lo più rimane aperto. La sua interpretazione è molto soggettiva, ma a parer mio servirebbe un secondo volume che doni un epilogo pieno e soddisfacente a tutta questa storia e chiuda i buchi ancora aperti.
Un thriller pregno di dolore, rimpianto, accusa, violenza e un bel carico di verità e bugie.
PRODOTTO FORNITO DALLA CASA EDITRICE

























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