TITOLO: Mille lettere d'amore
AUTORE: Staci Hart
SERIE: The Austens series #2
EDITORE: Newton Compton Editori
PUBBLICAZIONE: 14 maggio 2020
PAGINE: 247
GENERE: contemporary romance
PREZZO: € 4,99 ebook
Ci sono scelte che cambiano la vita. Ho passato ogni giorno degli ultimi sette anni a rimpiangere la mia: lui se n'è andato e io non l'ho fermato. Gli ho scritto mille lettere senza ricevere risposta: le mie parole si sono disperse come petali al vento, lasciandomi sola con il mio rimorso. E ora è tornato. Riconosco a malapena l'uomo che è diventato, ma vedo ancora in fondo ai suoi occhi un barlume del ragazzo che mi ha chiesto di essere sua per sempre, il ragazzo a cui ho spezzato il cuore. Forse, se le cose fossero state diverse, avremmo potuto essere felici. Ma adesso ho una seconda occasione, e sono disposta a fare qualunque cosa per non lasciarmela sfuggire.
“Ti amo, Elliot”, aveva mormorato dolcemente, come mille altre volte. “Ti amo dal primo momento in cui ti ho vista. Forse ti ho amata ancora prima di conoscerti. Credo... credo di averti aspettata, e se non ti avessi incontrata avrei continuato ad aspettare.”
Manhattan. Due famiglie, vicine di casa; in entrambe tre figli; in entrambe la perdita della madre, calorosa e amorevole. Da una parte Wade, Sophie e Sadie e un padre, Rick, uomo affettuoso e di grande presenza; una famiglia che dà sostegno, comprensione. Dall’altra Mary, Elliot e Beth, e un padre, incattivito e approfittatore; una famiglia dove regna la critica, l’egoismo, il distacco.
Succede che Elliot diventa la migliore amica di Sophie e, a quindici anni, il grande amore, contraccambiato, di Wade. E succede che Elliot trova in Rick quel padre che non ha in casa, e nella famiglia Winters i momenti di gioia e felicità che non può avere nella sua; eppure lei ci crede nel sogno, è sempre disponibile, pronta a sacrificarsi per i suoi. Ed è per questo che rinuncia al suo grande amore e la sua meravigliosa storia con Wade termina nel momento in cui lui parte per arruolarsi. Sono entrambi molto innamorati, ma giovani e ingenui e testardi; vivono le emozioni con la giusta passione adolescenziale, ma il dolore che segue alla loro separazione è profondo, enorme: li annienta e li distrugge.
Elliot inizia a scrivere ogni giorno a Wade lettere piene d’amore, ma il giovane non risponde mai; le sue paure, lontano da casa, riaffiorano e lo prendono in ostaggio: quale futuro potrebbe offrire a Elliot, dopo tutti gli orrori che ogni giorno le missioni in Iraq e Afghanistan gli mettono davanti agli occhi? Ed è così che il tempo passa; nessuno dei due ha dimenticato l’altro, ma la lontananza e poi i rimpianti e la rabbia e il dolore li separano più delle migliaia di chilometri che intercorrono tra le loro vite.
La vita di Elliot ha subito un crollo: dopo le speranze infrante di seguire il suo amore, la sua vita si è ripiegata su se stessa, in un limbo che la vede fare la governante per la sorella e i nipoti, con una carriera che non è mai decollata, in attesa di chissà quale spinta. È buona Elliot, anche troppo: la sua calma serena nasconde in realtà un vulcano di dolore, ma è consapevole che al momento non può fare molto per cambiare le cose. Per sua fortuna trova in Sophie e in Rick quegli affetti che invece le vengono negati in casa. Odiosa è stata la prima parola che ho associato a Mary; ma poi ne ho trovate altre: arrogante, approfittatrice, prepotente, fredda. E il vocabolario si è ulteriormente arricchito nel corso della lettura, ma non voglio togliervi il piacere di trovare per lei gli aggettivi che meglio la rappresentano…
Sono passati sette anni e Wade è costretto a tornare dalla Germania, dove è di stanza, per stare vicino al padre durante le sue ultime settimane di vita: un cancro improvviso e letale se lo sta portando via e la sua presenza è indispensabile; torna travolto dal dolore per questa notizia e non si aspetta certo di rivedere Elliot; ma la ragazza è un sostegno per la famiglia Winters, che la vuole accanto a condividere la sofferenza per quella perdita imminente. Da questo momento in poi si alternano momenti di vicinanza ad altri di rabbia. I due fanno fatica a lasciarsi il passato alle spalle, soprattutto perché sono ancora innamorati, ma ormai montagne di incomprensioni, di risentimento e di nostalgia li dividono.
Fingono, indossano delle maschere per nascondere le loro emozioni. Soffocano i sentimenti, la paura, i desideri; agli altri si mostrano calmi e sereni, ma ardono d’inquietudine, affogano nello smarrimento, soffocano nel rimpianto.
“Non riuscivo a stare seduto, non mentre mille pensieri su Elliot mi bombardavano la testa. Presi a camminare avanti e indietro. La confusione era il sentimento che prevaleva sugli altri. Averla lì, vederla, ricordarla… Scatenava tutte quelle emozioni che mi ero impegnato a tenere a bada. Rimpianto. Amore. Nostalgia”
Le cose si complicano, con l’entrata in scena di Lou, cugina acquisita e apparentemente infatuata di Wade; poi arriva Ben, un vero amico e un sostegno per il giovane: e infine compare Jack, che sembra avere per Elliot un interesse che va al di là dell’amicizia…
Sono tutti decisi a rendere gli ultimi giorni di Rick indimenticabili e collaborano insieme per creare per l’uomo delle sorprese tenere e speciali. È sufficiente una notte magica dentro la biblioteca di Casa Winters perché Elliot e Wade riscoprano e riassaporino la dolcezze del loro amore mai morto; bastano due parole per ritrovare la perfetta sintonia di un tempo, per sperare ancora in un futuro insieme. Ma sarà veramente così? O il loro momento intimo e felice è destinato a dissolversi alla luce del giorno?
Equivoci, paure, rimorsi e tanta vigliaccheria da parte di Wade: è un tira e molla logorante, che con la morte di Rick si spezza. Il giovane è sopraffatto dal dolore, rimpiange il momento di debolezza che ha avuto, ancora una volta scappa, si dimostra vigliacco.
Ed Elliot? Per anni la sua vita è rimasta ferma, in stand-by; poi tutto cambia, ogni cosa raggiunge un punto di rottura e trova un nuovo equilibrio. Certo questo processo non è indolore, ma lascia nella ragazza un senso di pace, di ritrovata serenità; trova dentro di sé una forza che non sapeva di avere, quella che le serve per dare una svolta alla sua esistenza. Wade lotta contro il suo dolore, rischia di perdere la sua famiglia, gli affetti che riteneva sicuri; deve scendere a patti con il passato, superare un lutto straziante, rivedere il suo presente se vorrà avere un futuro felice.
Ragazze confesso che non so cosa dire di questo romanzo: quest’autrice, che ho apprezzato spesso in passato, questa volta mi ha sorpreso, e purtroppo non in senso positivo, e vi spiego perché. Innanzitutto non sono mai riuscita a entrare in piena sintonia con i personaggi; anche in un momento struggente come la proposta di Wade prima di arruolarsi, quando tutto il mio cuore avrebbe dovuto essere impegnato a piangere e a condividere il loro tesissimo istante, ho mantenuto un certo distacco. L’autrice non è riuscita a infondere alla scena quella drammaticità che mi sarei aspettata. In secondo luogo, pur avendole spiegate e ripetute alla nausea, non ho condiviso le successive scelte di Wade; nonostante alla lunga capisca che la sua pretesa era irrealizzabile, non torna sui suoi passi e vive in questo perpetuo dolore che avrebbe potuto eliminare con poche parole di spiegazione. Ma preferisce scappare, lo ha fatto sette anni prima e lo fa tuttora, più volte. Si dimostra codardo e i suoi atteggiamenti mi hanno anche provocato una certa rabbia. Altro discorso per Elliot: ha subito le decisioni della sua famiglia e della persona che amava, non ha potuto scegliere e la sua vita mi è parsa piuttosto triste; vive nascondendo i suoi sentimenti agli altri, indossando una maschera di imperturbabilità; ha pochi affetti e poche soddisfazioni, qualche desiderio accantonato e una tristezza di fondo che ispira tenerezza.
Più in generale non ho apprezzato l’immobilismo che permea questo romanzo: né Elliot né Wade sono capaci di dar voce ai loro desideri, si chiudono in se stessi, accettando e subendo atteggiamenti che li mettono a disagio. Lo fa Elliot con la sua famiglia, lo fa Wade con Lou e lo fanno entrambi con il loro amore.
“Non ci eravamo detti niente e ci eravamo detti tutto, e sapevo che mi aveva capito, che aveva capito quello che provavo, quello che volevo, ciò di cui avevo bisogno. Eravamo legati, adesso come in passato. Ora che l’avevo tra le braccia, sapevo che lei era l’unica cosa che contava.”
Sullo sfondo, la tragedia di perdere una persona cara nel giro di poche settimane: lo strazio di dover prendere atto che quel sostegno, quell’affetto a breve non ci saranno più; la lotta quotidiana per cercare di nascondere questo dolore, il desiderio di regalare a Rick gli ultimi attimi di serenità, costi quel che costi.
Hanno dato uno spunto di classe le citazioni di grandi poeti, quali Whitman, Emerson, Neruda e Thoreau, molto amati dal signor Winters e da Elliot, che li legge per lui. E sicuramente il doppio pov dei personaggi ha regalato alla narrazione una maggior vivacità, sebbene in questo caso sia difficile usare questo termine.
Non mi sento di condannare totalmente questo libro, che ha comunque il pregio di parlare con tenerezza e delicatezza dell’amore filiale e del vero appoggio e sostegno della famiglia nei momenti più dolorosi. Qualche bella riflessione anche sulla guerra, su come cambi le persone, su come stravolga le vite e le prospettive di chi la vive, mentre chi è a casa continua la sua tranquilla esistenza ignaro delle atrocità che vi si consumano.
“In aria si sfiorano appena, ma scavando
fin nel profondo della loro origine
con grande ammirazione troveresti
le loro radici intrecciate
indissolubilmente.”
Emerson
PRODOTTO FORNITO DALLA CASA EDITRICE

























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