THE RED, TIFFANY REISZ. Recensione


Titolo: The Red 
Autore: Tiffany Reisz 
Genere: Erotic romance; Paranormal
Serie: The Red #1 (autoconclusivo)
Traduzione: Cristina Fontana 
Data di uscita: 3 aprile 2020
Cover: Angelice

Non fare mai promesse che non intendi mantenere…

Mona Lisa St. James ha fatto una promessa solenne: salvare The Red, la galleria d’arte di sua madre, a qualsiasi costo.
Purtroppo, il nome della galleria non potrebbe essere più appropriato, non solo perché è dipinta di rosso, ma perché è in rosso. 
Mona sa di non avere altra scelta che venderla, almeno fino a quando, dopo l’orario di chiusura, un uomo misterioso non fa il suo ingresso. Si tratta di un bellissimo inglese, estremamente seducente, che fa a Mona un’offerta che non può rifiutare: salverà The Red se lei acconsentirà a sottomettersi sessualmente a lui, per un anno.
Di certo, la madre di Mona non avrebbe voluto che lei si vendesse a un estraneo, però, la ragazza è intenzionata a fare qualunque cosa per mantenere la sua promessa...

Qualche giorno fa lessi un post di un’autrice italiana che amo molto e che parlava di The Red descrivendolo come un erotico da leggere: non ho perso tempo e nel giro di poche ore ho divorato il libro.

A lettura finita mi è stato suggerito di scriverne una recensione e ora mi trovo nel difficile compito di dirvi qualcosa al riguardo. Difficile perché il libro è certamente un erotico; anzi, direi che (pur non avendone letti molti) è uno degli erotici per eccellenza: consideravo tra me e me che davvero poche parti del libro non sono dedicate alla descrizione di scene di sesso. E che sesso, ragazze! Confesso che la temperatura in casa si è notevolmente alzata, e non certo per le temperature primaverili! Tuttavia, ad avermi stregata non sono state tanto le particolareggiate e sensazionali narrazioni dei mille modi inventati dal protagonista per “fottere il cervello” (e non solo quello, aggiungerei io) di Mona, bensì l’originale trama inventata dall’autrice…


Mona Lisa St. James alla morte della madre, hippy dai liberi costumi, eredita la galleria d’arte e una montagna di debiti. Non vorrebbe separarsene, per amore della madre, ma non ci sono alternative, almeno fino a quando una sera trova nella galleria un uomo, diabolicamente bello e conturbante, che sembra appartenere per la sua eleganza a un mondo lontano e che le propone uno strano patto: pagherà tutti i debiti della galleria, purché Mona acconsenta a essere sua per un anno, durante il quale potrà disporre di lei in ogni modo possibile e immaginabile. Carta bianca è quello che chiede, per scoparla senza restrizioni.
“Cosa vuole da me?” “Posso essere schietto” chiese lui. “Lo preferirei.” “Vorrei tanto scoparla.” Mona aprì la bocca ma non un suono fuoriuscì dalle sue labbra. “Troppo schietto?” chiese lui con un leggero sorriso sulle labbra. “No, no.” Mona agitò la mano con fare noncurante. “Apprezzo l’onestà. È stimolante. Non sono certa di come scoparmi possa aiutare la galleria, ma grazie dell’offerta.”
Confesso che mi ha colpita la poca titubanza di Mona: certo la prospettiva di salvare il The Red ha giocato un ruolo importante, ma più incisivo è stato il suo desiderio di sottomettersi allo sconosciuto. Un senso di appartenenza, che nemmeno lei sa spiegare, la spinge ad accettare la particolare proposta: sa fin da subito che saranno rapporti sì diradati nel tempo, ma intensamente fuori dagli schemi e forse per questo ai suoi occhi eccitanti. Malcolm, così si presenta l’uomo, l’avverte che ci saranno morsi e lividi a segnare il suo corpo e che lei dovrà in ogni caso fidarsi di lui e cedere alle sue richieste, per quanto assurde e strane. E Mona sembra impaziente di iniziare, perché è curiosa e disinibita e pronta a sperimentare una sessualità oscura e profonda. È una donna dai forti appetiti sessuali, anche se ancora non lo sa; o forse è la sensualità demoniaca di Malcolm a sedurla.

Ho trovato bellissima l’idea di intitolare ogni capitolo con il nome di un quadro famoso: e sarà proprio il dipinto in questione a indicare il modo in cui Malcolm vorrà prendere Mona; l’uomo è magicamente in grado di ricreare nel retro della galleria l’ambientazione esatta e particolareggiata del quadro scelto. E vi assicuro che alcuni capitoli mi hanno lasciata a bocca aperta…
“Il dito la abbandonò, ma subito sentì qualcosa di freddo contro di lei, freddo e liscio come un altro fallo, ma molto più stretto di quello dentro al suo sesso. L’uomo che lo brandiva spinse dentro la punta, si fermò, poi lo spinse ancora di qualche centimetro e Mona emise un sibilo teso. Mai prima un suo amante le aveva messo qualcosa nel sedere: non un dito, non un fallo, non un cazzo. Eppure, eccolo lì, entrare come se fosse fatto per il suo corpo.”
Inizia così un gioco di ruoli che permette a Mona di scoprire una sessualità che non ha mai sperimentato, una licenziosità che la eccita fortemente. A Malcolm non nega nulla e le cose nel tempo diventano sempre più ardite e talvolta sconvolgenti. In Mona nasce un sentimento, che non oserei definire amore, almeno non nell’accezione che siamo soliti dargli: è più un’affinità nel vivere il sesso, disinibito e senza freni, appagante e senza alcun senso di colpa. La sensualità di Malcolm è davvero senza limiti e oscena, ma Mona gli risponde colpo su colpo; non ne ha mai abbastanza di lui e del suo modo di godere: è conquistata e coinvolta nella sua personale visione dell’eros, nell’esplorazione più profonda dei piaceri della carne.
“Mona, mia cara puttana, non sai quale regalo mi hai fatto in questo anno passato. Sebbene io lo abbia pagato, e pagato caro, ne è valso tutto il suo prezzo. Adesso so che sarà tutto come desideravo. Qualcuno sta venendo a cercarmi. Sono in debito con lui e, come ben sai, i debiti devono essere pagati.”
Se non leggete il libro è difficile far passare quanto siano intriganti le idee avute dall’autrice. Vi potrebbe sembrare una rassegna pornografica senza senso, ma secondo me, pur confermando ancora una volta l’altissimo tasso di erotismo di questo romanzo, tutto è sotteso a una trama ben architettata e che porta il lettore a un finale che mai avrebbe immaginato: è stata una sorpresa scoprire chi fosse realmente Malcolm e soprattutto ho trovato di grande originalità l’epilogo della storia. Ma non è tutto: il romanzo sottintende una cultura non solo artistica dell’autrice; alcune citazioni sono preziose e le descrizioni sono molto particolareggiate, ma nello stesso tempo mi hanno ricordato certe atmosfere passate, quando l’eros non era pornografia e veniva vissuto con grande libertà e generosità.
Lo stile è impeccabile, coinvolgente ed elegante e mai un secondo ho trovato ripetitive o oscene le rappresentazioni dei quadri, anche laddove hanno sfidato la mia personale visione del sesso.
Un libro che sicuramente consiglio ai cultori del genere, ma anche a chi per la prima volta vuole avvicinarsi a un erotico che sappia coniugare classe e accurata ricercatezza.

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