Titolo: Su misura
Titolo originale: Just right
Serie: Just Everyday Heroes: Day Shift #1
Collana: Romance
Autrice: Erin Nicholas
Traduttrice: Lucrezia Garofalo
Prezzo: € 4.99
Genere: Contemporaneo
Lunghezza: 274 pagine
Data di uscita: 2 gennaio 2020
Ben Torres, traumatologo e chirurgo d’urgenza, è abituato a dare ogni giorno il 200% per salvare vite al Pronto Soccorso.
Ma la pazienza di chiunque ha un limite, soprattutto quando si viene aggrediti da un ubriaco che ha appena causato un incidente mortale… e si finisce per stenderlo con un pugno sul naso.
Vale davvero la pena darsi da fare quando per tanta gente la propria vita e quella altrui conta così poco?
Tocca a Jessica Bradford cercare di farlo ragionare, farlo scendere dallo sgabello di quel bar dove Ben si è rintanato per smaltire la rabbia, e farlo rigare dritto fino al termine della sospensione.
Dopotutto, lei, in quanto direttore del Pronto Soccorso ha dei doveri… primo tra tutti, quello smetterla di fantasticare sul bel Dottor Torres, per il quale ha un’enorme cotta.
Ma soprattutto quello di riportare il suo miglior medico sulla retta via
Operazione che pare quasi impossibile, però, a meno che Jessica non riesca a tentarlo con una scommessa…
Che la mette ancora di più nei pasticci!
Quarantotto ore filate della sua totale attenzione, tanto ora gli deve.
Ma, dopotutto, che potrà mai succedere in due soli giorni?
"Se io sono la tua cattiva influenza, vuoi essere la mia prevedibilità?"
Jessica Bradford è la Direttrice dei servizi di emergenza al St. Anthony hospital di Omaha. Jessica ha una sorella, Sara, e un fratello, Sam, più giovani di lei. Sam è un paramedico, ha una combriccola di amici simpatici e amanti del divertimento e delle belle donne, Kevin, Dooley e Mac. Ma è pure amico di un affascinante giovane medico, Ben Torres, chirurgo di emergenza nello stesso ospedale in cui lavora Jessica…
Da otto mesi Ben e Jessica lavorano fianco a fianco e da otto mesi sono attratti l'uno dall'altra, ma sanno che non è possibile iniziare una relazione: il loro lavoro li vuole sempre assolutamente concentrati e la necessità di prendere decisioni istantanee e importanti va di pari passo con quella di non farsi distrarre dai sentimenti.
Ben ha lavorato per cinque anni in Sudan del Sud, come volontario, e questa esperienza, ispiratagli dal padre missionario, lo ha cambiato e maturato, ma soprattutto lo turba molto la notizia che ha appena ricevuto dall'Africa.
Ora è stanco e arrabbiato ed è convinto di non essere più in grado di svolgere al meglio il suo lavoro, perché combatte quotidianamente contro i mulini a vento, salvando la vita a gente che non ha alcuna considerazione di questo bene tanto prezioso e talvolta non riuscendo nemmeno in questo.
La sua frustrazione lo porta a un gesto inconsulto e all'espulsione temporanea dal posto di lavoro.
C'è bisogno di qualcuno che gli faccia cambiare idea e Sam pensa che una mano femminile possa riuscire laddove lui e i suoi amici hanno fallito; così si rivolge a Jessica, incaricandola di riportare Ben sulla retta via.
I due giovani cominciano a frequentarsi, Ben vuole sciogliere un po' la bella infermiera, sempre tanto impegnata a dare il massimo e a mettere gli altri al primo posto; vuole farla divertire in attività rilassanti. Jessica da parte sua scopre in Ben una persona diversa: fuori dall'ospedale è molto più rilassato, più divertente, ma non perde minimamente il suo fascino e la sua aria scanzonata e conquista le persone che lo circondano. L'attrazione, che in ospedale era tenuta sotto chiave, esplode e le battute a sfondo sessuale si moltiplicano. Jess non ha perso però la speranza di convincerlo a rientrare in ospedale, certa che la bravura di Ben come chirurgo non abbia uguali e pensando che sia sprecato in lavori diversi da quello per cui ha studiato.
”Jessica si schiarì la gola. Non importava. Non sarebbe andata a letto con lui. Ne era abbastanza sicura. "Quindi le parlerai?" "Se esci con me, dopo che hai finito qui." "Ricatto?" "Affare. Ogni volta che faccio qualcosa di buono e nobile, tu devi fare qualcosa di frivolo e divertente." Lei socchiuse un occhio. "Sai cosa significa frivolo, vero?" La canzonò lui. "Forse dovresti farmi degli esempi". Non che importasse. Iniziava a rendersi conto che avrebbe fatto qualsiasi cosa per quel suo sorriso. "Ballare". Non era per niente quello che si aspettava. "Sul serio?" "A meno che non ti vada di tornare a casa mia e fare sesso. Quello sarebbe divertente." Avrebbe voluto. Ma non avrebbe dovuto. E aveva forza di volontà. Da qualche parte. O ce l'aveva avuta. Prima di Ben."
Jessica porta Ben al Centro giovanile fondato per volere del padre, ormai scomparso: il recupero di giovani disadattati impegna moltissimo la donna, che offre il suo tempo libero dando una mano alla sorella, direttrice del centro stesso. Inizialmente Ben è restio a farsi coinvolgere, soprattutto perché gli vengono richiesti anche consulti medici, ma presto trova una nuova dimensione nell'aiutare quelle persone e quando alcuni rimarranno coinvolti in casi più gravi, sarà lui in persona a prendersene cura in ospedale, trovando nuovi slanci, ma rischiando di perdere chi per lui è diventato ormai importante.
Fin qui a grandi linee la trama. Confesso che personalmente non ho letto molti libri ambientati in ambito ospedaliero; la trama tuttavia è abbastanza scontata, anche se non posso negare l'abilità dell'autrice nel descrivere certe scene: l'iniziale "recupero" di Ben da parte di Jessica dal bar in cui il chirurgo si era rifugiato, ad esempio, è divertente e ci parla di un momento giocoso e sensuale. Il tutto però è rovinato dai numerosi e assurdi errori di punteggiatura e non solo, che in parte tolgono il piacere della lettura. Non sono gli unici: il libro è costellato di refusi ed errori di traduzione ed è un peccato che un'autrice best seller del New York Times e Usa Today venga presentata in questo modo al suo esordio in Italia.
Ci sono altri brani divertenti: lo scambio tra Ben e Sam, ad esempio, mi ha fatto ridere e il carattere del fratellino di Jessica è tratteggiato perfettamente. Ne esce un giovane che sa godersi in pieno la vita, scopatore seriale senza pensieri e preoccupato solo che Ben e la sorella non abbiano ancora concluso… i suoi amici sono sulla sua lunghezza d'onda, il divertimento è il loro unico pensiero, sebbene sappiano poi farsi carico di incarichi importanti e siano presenti nel momento del bisogno.
Jessica è perfetta, la donna efficiente in ogni ambito: al lavoro e al centro dà sempre il meglio di sé; non si gode la vita, è una sorta di espiazione la sua, per saldare un debito immaginario nei confronti del padre, uomo generoso e sempre disponibile, che le ha insegnato che l'amore è fatto di pazienza, attesa e accettazione. Così saprà riconoscere che il nuovo Ben, quello che ha lasciato l'ospedale, è felice facendo cose semplici e comunque riesce a dare tanto alle persone, perché la sua prima capacità è quella di ascoltare e poi cercare di soddisfare le esigenze della gente. Proprio in virtù di questi insegnamenti, sa accettare l'allontanamento del chirurgo, quando ancora una volta si convince dell'inutilità di lottare per persone che si fanno del male e ne fanno agli altri.
Ben è il classico bravo ragazzo e il fatto che sia un gran bell'uomo non guasta: forse il miglior chirurgo della zona, eppure si scopre felice anche semplicemente preparando e servendo caffè. Le sue visite al centro giovanile diventano un appuntamento fisso, perché scopre che aiutare gli altri è insito nella sua natura e inoltre è ben consapevole dello sforzo sostenuto da Jessica per dare fiducia e possibilità a quegli sfortunati ragazzi. Dare una mano gli consente anche di sollevare Jessica e di convincerla a divertirsi facendo qualcosa di pazzo con lui.
"Se spogliarti mi fa diventare Uomo dell'Anno, immagina cosa succederà se ti porto a letto due volte in una notte." Lei rise. "Non siamo mai andati a letto. E l'abbiamo già fatto due volte." Ben si avvicinò e le fece scorrere la mano lungo il braccio. "Vorrei rimediare al primo punto. Una svista da parte mia. E, per quanto riguarda il secondo, ho intenzione di farlo così tante volte da farti perdere il conto."
Il libro offre spunti di riflessione su questa professione così affascinante, ma così difficile: lavorare sempre a stretto contatto con la sofferenza, cercare disperatamente di salvare vite umane, talvolta essere costretti ad ammettere il fallimento, nonostante lo sforzo, l'impegno e il tempo dedicato, ci aiuta a comprendere che per non perdere l'umanità un medico deve sapersi far coinvolgere, ma non travolgere dai casi che segue. Inoltre il Pronto Soccorso è un reparto dove l'emergenza è di casa e non è possibile rilassarsi e prendere la vita con calma: spesso la decisione deve essere immediata e la valutazione di rischi e benefici è tanto repentina da creare forte stress in chi vi lavora.
Confesso che il libro è carino e si è rivelato anche migliore nella seconda parte, tuttavia ho già avuto modo di scrivere che i troppi errori ne hanno rovinato la piacevolezza; inoltre non sono entrata in profonda sintonia con lo stile dell'autrice, non mi ha provocato emozioni profonde né scombussolata o coinvolta.
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