Titolo: Ci vediamo domani se non piove
Autore: Joanne Bonny
Genere: contemporary romance
Editore: newton compton
Pagine: 288
Data di uscita: 2 gennaio 2020
Prezzo: € 2,99 ebook
Ma dai, che sarà mai organizzare una mostra di un artista ucraino sconosciuto che ritrae solo animali spappolati? In fondo sei la direttrice della nuova galleria di arte contemporanea in Brera a Milano e questa mostra sarà solo… determinante! Non è facile addormentarsi quando i pensieri si scontrano e rimbalzano come tante palline di un flipper, e la testa di Sara sta letteralmente andando in tilt. E come se non bastasse l’ansia da inaugurazione, ci si è messa anche sua madre, che vuole trovarle un fidanzato… Proprio a lei, che sogna l’amore quello vero, romantico, con la A maiuscola, quello che capita una volta sola nella vita. Se e quando, però, non è dato saperlo… La sera dell’inaugurazione è arrivata e Sara non deve distrarsi se vuole che tutto vada per il verso giusto… ma chi è quel tipo che sta denigrando senza mezzi termini le opere esposte facendo ridere tutti? No, no, Sara, non è così che doveva andare…
"Why didn't you tell me I was in love with you?" Fred Astaire, Easter parade, 1948.
Joanne Bonny è al suo secondo romanzo e quando ho saputo di quest’uscita sono stata molto felice, perché il suo primo, "Ho sposato un maschilista", è stato uno dei libri più divertenti che abbia letto negli ultimi anni.
Sara Hill dirige una galleria d'arte di nuova apertura a Brera e a farle da assistente è Renata, simpatica collaboratrice, ma anche amica e consigliera. Non ha mai conosciuto il padre, mentre la madre, statunitense trapiantata in Italia, è stata una famosa cantante country e il suo maggior successo ancora risuona nei ricordi di chi ama questo tipo di musica. Sara è una persona dinamica, simpatica e positiva, ha la battuta sempre pronta e un grande sogno…
Renata riesce a trascinarla a uno speed date e dovreste leggere la scena perfettamente descritta per farvi una sana e prolungata risata! Certo non è fortunata, Sara, perché le passa davanti un campionario di sfigati come pochi, ma in compenso fa divertire noi lettori. Più tardi, al bancone del bar, incontra un irritante sconosciuto; no, non è davvero serata! Ah no, aspettate, questo sembra essere un po' più interessante, anche se è un cinico dichiarato nei confronti dell'amore. Per di più snobba Sara, che è una bellezza alta, bionda e stile tavola da surf; mentre a lui piacciono more, piccoline e formose!
L'uomo si chiama Diego Ferrari, è un procacciatore d'affari, di lucrosi affari direi, e il giorno dopo con poche battute riesce a rovinare irreparabilmente l'inaugurazione della mostra nella galleria di Sara! Ovvio che lei sia imbufalita e così gli impone di riparare al torto fattole costringendolo a partecipare con lei a un corso di tap dance.
"Quando raggiungiamo una sala vuota, lo sbatto al muro strattonandolo per il colletto della camicia. "Ehilà, bionda" mi saluta lui, tra il sorpreso e il divertito. "Io.ti.ammazzo", gli ringhio in faccia a denti stretti. "Anche per me è un piacere rivederti. Se sei ancora offesa perché l'altra sera non ti ho stesa, sappi che non mi conquisterai così. Non sono un fan dell'amore violento." Stringo più forte la stoffa, desiderando ardentemente di avere piuttosto il suo collo tra le mani. "Ora ti stendo io, ma per l'eternità. Che accidenti ci fai qui?"
Dieci agosto, la notte delle stelle cadenti: questa è una data importantissima per Sara, perché quella notte ballerà con l'uomo della sua vita. Sì, perché non vi ho detto che Sara è una romantica sostenitrice del colpo di fulmine, dell'amore per sempre, del principe azzurro e del "vissero per sempre felici e contenti". Al punto che smuove mari e monti per arrivare esattamente dove vuole lei, ignorando nel tragitto tutto quello che di buono le si pone davanti. Ah Sara, ingenua Sara: quale sorpresa l'aspetta nella notte da lei tanto attesa!
I battibecchi con Diego danno un andamento frizzante alla narrazione e l'autrice riesce a tenere un ritmo incalzante e a creare situazioni divertenti, che avvicinano sempre più i due giovani, a suon di favori fatti e ricevuti; la danza, con la sua magia e la sua sensualità, li rapisce e quello che provano in quei momenti li turba. Tuttavia, mentre Sara è completamente concentrata sull'obiettivo, l'uomo ha strani comportamenti quando le è vicino. Inoltre una donna del passato di Diego si mette in mezzo all'amicizia nascente e quindi si allontanano.
Sara è simpaticissima e brillante in ogni situazione. Tuttavia sembra vivere in un mondo tutto suo, a un certo punto appare perfino ottusa, incapace di riconoscere quell'amore che tanto brama e che da troppo insegue. A sua discolpa va detto che, essendole mancata del tutto la figura paterna, sicuramente qualche problema nel riconoscere l'amore di un uomo è comprensibile; ma ciò che mi ha colpita maggiormente è che nemmeno quando le sue illusorie certezze sono crollate davanti alla realtà, è stata in grado di capire il vero valore di Diego, tanto che finisce per allontanarlo definitivamente.
Diego è dolcissimo: quest'uomo scanzonato, cinico e disilluso, riconosce i suoi sentimenti, li confessa a Sara e mostra tutta la sua vulnerabilità; è un vero uomo, maturo e che non teme di apparire debole. Ha un passato importante, che non gli ha impedito di innamorarsi di qualcuno che inizialmente non corrispondeva al suo ideale. È tenace, convinto e fermo, ma nulla può contro il rifiuto netto della donna.
Solo la lontananza e le parole di sua madre fanno capire a Sara quanto il suo sogno l'abbia distolta da qualcosa di bello, puro e profondo e quanto in realtà la paura di amare qualcuno che avrebbe potuto abbandonarla, come ha fatto il padre, l'abbia trattenuta. Ma a questo punto Diego non risponde alle sue numerose telefonate e la donna capisce di averlo perso…
Sullo sfondo di questo piacevole romanzo si muove Milano, la Milano estiva, la Milano dei locali, ma anche quella più romantica della darsena. Ma soprattutto, a fare da compagnia ai protagonisti troviamo il ballo, più nello specifico il tip tap, una danza così affascinante che mi ha riportato con la memoria a quando ero bambina e i film di Fred Astaire e Ginger Rogers, e quelli della piccola Shirley Temple, mi facevano sognare di mondi lontani ed eleganti; grazie a questo libro mi è venuta voglia di rivedere quelle vecchie pellicole e riscoprire la magia di un'epoca e di un modo di ballare così particolare.
"Stiamo mostrando a questi ragazzi qualcosa che probabilmente non hanno mai conosciuto, un mondo fatto di sogni, eleganza e di persone che si dicono "ti amo" in punta di tacco, e loro ne sembrano rapiti."
Anche in questo secondo romanzo l'autrice ha adottato il pov unico femminile e, per quanto mi sarebbe piaciuto avere anche quello di Diego, il romanzo si legge molto volentieri e scorrevolmente. È sicuramente un libro casto, non ci sono scene di sesso e questo una volta tanto non guasta: è una ventata di novità, e comunque il lato divertente e la piacevolezza dello stile bastano a farne un romanzo da leggere per iniziare l'anno con qualche bella risata.
PRODOTTO FORNITO DALLA CASA EDITRICE

























Nessun commento