C'È UN MESSAGGIO PER TE, Christina Lauren. Recensione.


TITOLO: C'è un messaggio per te
AUTORE: Christina Lauren
EDITORE: Leggereditore
PAGINE:304
PUBBLICAZIONE: 30 gennaio 2020
GENERE: contemporary romance
PREZZO: € ebook; €15,00 cartaceo

Millie Morris è sempre stata un maschiaccio. Professoressa della UC Santa Barbara, è terribilmente spietata nell'eludere discorsi troppo personali. E, proprio come i suoi quattro migliori amici e colleghi professori, è eternamente single. Quando scoprono che ci sarà un gala universitario, Mille e i suoi amici fanno un patto: iscriversi a un sito di appuntamenti online per trovare il loro "più-1". C'è solo un intoppo. Dopo aver stretto il patto, Millie e uno dei ragazzi, Reid Campbell, trascorrono segretamente la notte più sexy della loro vita, ma decidono poi di restare amici. Ma gli appuntamenti online non sono per i deboli di cuore. Mentre i ragazzi sono inondati di match e potenziali appuntamenti, il profilo di Millie non ottiene altro che foto di nudi. Crea così "Catherine", un falso profilo, nei cui panni può essere più vulnerabile di quanto si conceda di essere nella vita reale. Presto "Catherine" e Reid diventano amici di penna online... ma Millie non può resistere alla tentazione nella vita reale. Presto, dovrà affrontare la sua peggior paura - l'intimità - o rischiare di perdere il suo migliore amico, per sempre.

Chi non ha letto la serie Beautiful di questo eclettico duo, alzi la mano! Ho scoperto queste autrici proprio grazie a quei libri e ne ho apprezzato anche i seguenti; quindi mi sono buttata con gioia su questo loro ultimo lavoro e, se volete sapere quanto mi ha entusiasmata, venite a Santa Barbara con me.
L’inizio è scoppiettante e brillante, come speravo. Millie è una criminologa che insegna all’ Università di Santa Barbara, è la parte femminile di un quintetto affiatato di amici: Ed, Reid, Alex e Chris. Li ha conosciuti grazie al suo ex, Dustin, e da un paio di anni a questa parte sono la sua famiglia acquisita. Si vede spesso con loro, condividono pranzi e cene, oltre a momenti di gioco e divertimento. È particolarmente legata a Reid, docente di neuroscienze, maniaco del lavoro e suo migliore amico. È bello assistere ai loro incontri, si respira un’aria rilassata e cameratesca, e si intravedono fin da subito le dinamiche del loro rapporto. Condividono anche la passione per le birre e una sera, dopo aver esagerato con l’alcool, Reid e Millie finiscono a letto insieme. Ho ammirato e in certa parte invidiato la disinvoltura di Millie: è quasi sfrontata e non si fa problema alcuno a sedurre Reid, che d’altronde prende parte più che volentieri alla cosa. Sebbene il sesso si riveli fantastico, nessuno dei due vuole cambiare il loro rapporto e tengono moltissimo all’amicizia che li accomuna, tanto da decidere di non cedere nuovamente alla passione. Ci riusciranno?
“Reid raddrizza un po’ la schiena, e dato che è seduto sullo sgabello mentre io sono in piedi, risulta poco più basso di me. Quell’angolazione mi distrae per diverse ragioni. Potrebbe divaricare le ginocchia e attirarmi tra le sue gambe. Potrebbe chinarsi in avanti e baciarmi la gola. Potrei sedermi sopra di lui a cavalcioni. Zitto, cervello sessuale”
Per poter partecipare accompagnati a un importante evento organizzato dall’Università, tutti e quattro decidono di iscriversi a un sito di incontri per trovare la loro accompagnatrice e, perché no, una compagna. Millie però crea un secondo profilo, che nasconde agli amici, nel quale diventa Catherine (in realtà il suo secondo nome) e grazie al quale riesce finalmente a esternare alcuni lati del suo carattere. Millie è infatti una persona assai chiusa e nessuno conosce molto del suo passato: lo ha blindato per non cedere alla sofferenza che le ha causato, ma in questo modo risulta spesso sfuggente e nemmeno i suoi amici la conoscono a fondo. Diciamo che è molto brava a svicolare e a evitare le domande, quando si fanno troppo personali. Invece con Cat si lascia andare, mostra quel lato di sé che Millie nasconde con cura, esterna sentimenti e sensazioni che conquistano, pensate un po’, Reid, con il quale l’algoritmo ha stabilito avere il 98% di compatibilità!
Reid è l’uomo perfetto: mi è piaciuto il suo modo di fare non esagerato, la sua tranquilla sicurezza, la sensualità latente ma molto forte, il saper ridere di e con gli amici e il saper apprezzare le piccole cose, come una partita a Monopoli, o un pomeriggio sulla spiaggia. Il suo sostegno a Millie, nei momenti in cui la giovane appare turbata, è semplicemente esemplare: le sta vicino, le fa compagnia, ma rispetta i suoi silenzi e il suo desiderio di riservatezza. Prova qualcosa di sempre più forte per Millie, di cui ammira il lato divertente e simpatico, ma riconosce che il suo lato misterioso e sfuggente può essere di ostacolo a una conoscenza più approfondita. L’attrazione che sente per lei non è sufficiente, perché da una compagna desidera anche condivisione, disponibilità al dialogo, capacità di affrontare quegli aspetti della vita da cui Millie continua a fuggire; d’altra parte, invece sente che la sincerità e la condivisione di Cat lo intrigano molto e gli scambi epistolari tra i due si intensificano. Evidente che una situazione di questo tipo è destinata a scoppiare e quando lo farà travolgerà tutti quanti, anche gli altri amici che nel frattempo hanno capito che qualcosa sta succedendo tra Mills e Reid…
“Non voglio pensare troppo al fatto che si tratta di Reid, e che in qualche modo forse questo con lui è semplice come qualunque altra cosa che facciamo insieme. Il modo in cui mi sorride è lo stesso in cui mi guarda di solito: come se non desiderasse essere da nessun’altra parte. Non ci sono imbarazzi o tocchi esitanti. Ci siamo solo noi.”
Non vi dico di più sulla trama, ho svelato anche troppo, ma posso senza dubbio rivelarvi quello che questo libro mi ha dato.
Vi ho parlato di un inizio brillante; non posso onestamente dire che questo standard si sia mantenuto per tutto il romanzo, perché se da una parte lo stile sempre pulito e lineare della Lauren non è venuto meno anche in questo lavoro, dall’altra ho trovato l’intera storia piuttosto piatta. L’idea iniziale poteva anche essere carina, lo sviluppo non è però stato secondo me all’altezza di altri libri di queste autrici e di conseguenza non mi ha tenuta incollata alle pagine e solo raramente ho provato quel brivido e quella tensione che mi attraggono nelle letture. Non posso per contro dire che sia un brutto libro, perché l’abilità letteraria delle autrici non è in dubbio, ma è un po’ sottotono.
Tra i due protagonisti senza dubbio Reid è il meglio caratterizzato e quello che emerge maggiormente; di Millie mi ha colpito la sua incapacità di prendersi alcune responsabilità, in un certo senso la sua sofferenza l’ha resa quasi egoista, oserei dire arida. L’atteggiamento che ha nei confronti del padre e della sorella mi ha spiazzata, anche perché di questa sofferenza di cui tanto parla non viene data spiegazione; sappiamo qualcosa del suo passato, ma non abbastanza da giustificare alcune sue scelte. In ogni caso dovrà compiere un bel lavoro su se stessa per arrivare a capire che alcune cose vanno affrontate e condivise, per alleggerirne il peso.
Gli amici fanno da sfondo a tutta la storia e in alcuni punti sono loro stessi protagonisti; il loro apporto e la loro presenza servono a dare un ritmo più movimentato al romanzo e le autrici li hanno caratterizzati piuttosto bene: Chris in particolare mi ha incuriosita, mentre Ed è il più divertente e il più goffo.
Il tema degli incontri online e del rischio che si corre nel web, se non si prendono le dovute precauzioni, è di indubbio interesse: se Mills ha dovuto creare un secondo profilo, è stato anche perché i match che lei riceveva non erano propriamente esaltanti. E il fatto che nella realtà questi siti di incontri siano sempre più frequentati, dovrebbe farci riflettere sulla solitudine di fondo che la nostra società sta vivendo: nel momento storico in cui siamo perennemente connessi a tutto il mondo, siamo costretti spesso a ricorrere alla rete per trovare un partner. Forse sarebbe il caso di porsi qualche domanda su quello che i rapporti umani stanno subendo, sui cambiamenti a cui andiamo incontro anche nella sfera delle relazioni umane, che dal mio punto di vista è fondamentale salvaguardare e vivere in modo reale e non virtuale.
Un altro spunto per riflettere è dato dal fatto che Millie e Reid nascono come amici e a distanza di un paio d’anni scoprono di provare qualcosa di più… Da giovane ho sempre pensato che l’amore fosse un colpo di fulmine, un vedersi e piacersi all’istante, un incontro che ti cambia la vita; non ho mai contemplato l’idea di un amore che nascesse dall’amicizia, da un rapporto in cui due persone già si conoscono e non hanno nulla di nuovo da scoprire l’una dell’altra. Invece con l’età questa mia idea si è smussata, la vita stessa me ne ha dato testimonianza con persone a me vicine. Nel caso dei nostri due protagonisti però, credo che sia stato più che altro un riconoscere che in fondo il loro rapporto non era mai stato solo amicizia, che nell’insofferenza di vedere l’altro in dolce compagnia si celava un sentimento molto vicino alla gelosia, e che quindi non si trattava di un amore derivato dall’amicizia, ma di un’amicizia che fin da subito ha avuto i connotati dell’amore.
“Penso di essere sempre stata gelosa, quando si tratta di Reid. Anche allora, non volevo necessariamente baciarlo, ma non mi piaceva l’idea che lui baciasse qualcun’altra.”


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