COME PETALI DI CILIEGIO, MIA ANOTHER. Recensione in anteprima


Titolo: Come petali di ciliegio
Autore: Mia Another
Editore: Newton Compton
Genere: erotic romance
Data d’uscita: 18 Dicembre 2019
Prezzo: € 3,99 ebook


Isabel Devlin è irlandese, ma da un anno si è trasferita a Tokyo per studiare tecnica del fumetto. Ha talento, è bella, sveglia e determinata a fare strada nel mondo dell’illustrazione. Vive in un monolocale con Mei, una sua compagna di corso e ha una storia con Tyler, un ragazzo di Seattle che frequenta pediatria. Tyler vive con il suo amico di vecchia data Ryuu, un incrocio genetico tra occidente e oriente, un tipo bello e imperscrutabile. Studente modello di neurologia, ma anche sportivo, colto e profondo, questi si rivela essere un vero esperto di kinbaku, l’arte del bondage giapponese. All’inizio Ryuu dimostra una certa insofferenza nei confronti di Isabel, mentre Ty fa di tutto affinché l’amico accetti la ragazza di cui si sta follemente innamorando. Ma quando Isabel si trova a dover superare un esame di disegno sull’arte erotica della legatura, Ryuu acconsente a farle provare la pratica e questo basta ad accendere in lei il desiderio. Appena slegata corre da Ty per essere soddisfatta, ma presto si rende conto che non è lui che voleva. Tra la gelosia e l’insoddisfazione di Ryuu, il desiderio di Tyler di concretizzare con Isabel e lo spaesamento e l’incertezza di quest’ultima, la storia tra i tre si dipana in un crescendo di erotismo e sensazioni non sempre facili da decifrare...

Isabel è una ragazza irlandese innamorata dell’arte e del disegno, al suo primo anno in una importante scuola di Tokyo. Vive in un minuscolo appartamento con una coinquilina giapponese dolce e timidissima, e da pochi mesi frequenta un ragazzo americano, Tyler, medico, laureato a Tokyo, che frequenta la specializzazione in pediatria. 

Il loro rapporto è passionale e senza scosse: Tyler è il ragazzo perfetto, bello, affettuoso, lineare, premuroso. Come prevedibile, non può bastarle, anche perché a parte l’innegabile sintonia sessuale, Isabel percepisce il giovane più coinvolto di lei nella relazione. 

Il migliore amico di Tyler, e suo compagno di appartamento, è un ragazzo di origini miste, Ryuu; i suoi lineamenti sono asiatici, ma la prestanza fisica e l’altezza ne tradiscono gli ascendenti occidentali. È amico di Tyler dall’infanzia, sono cresciuti insieme negli States, e poi hanno deciso di studiare insieme medicina in Giappone. Ryuu ha un carattere molto riservato, adora l’haikido e le tradizioni nipponiche, con le quali sente uno strettissimo legame. 
Tale “strettissimo legame” si esprime al massimo in una pratica che Ryuu pratica con dedizione da anni: il kinbaku, l’arte della legatura sul corpo umano. Appreso da una maestra di eccezionale perizia, il giovane è diventato esperto di quest’arte, che vede coinvolti molti aspetti emozionali e relazionali, estetici e meditativi, oltre che erotici, che intercorrono tra chi lega e chi accetta di essere legato. La sua modella del momento, Yumi, è una esile ragazza giapponese invaghita di lui, ma il cuore di Ryuu appare saldamente al sicuro da ogni coinvolgimento emotivo. Per il momento.
«Non permetterò mai a una donna di rovinarmi corpo e mente».
Koji si sveglia solo per ridacchiare, irritandomi ancora di più.
«Cos’hai da ridere?»
«Anche le scimmie cadono dagli alberi. Se dici certe cose ad alta voce, inviti il destino a giocare con te».
Il grosso guaio è a un soffio. Tyler presenta la sua ragazza dai capelli rossi al suo miglior amico, e, dopo un paio di incontri all’impronta della goffaggine di lei e del pregiudizio sprezzante di Ryuu, scatta qualcosa, sulla base di un interesse comune scoperto casualmente. Isabel ha in mente un disegno anticonvenzionale da proporre al suo professore di arte per una importante mostra: è una occasione da non perdere per emergere, e vuole dare il meglio di sé e delle sue abilità grafiche. Il tema del disegno è appunto una donna legata e sospesa.
Non appena lo scopre, Tyler si dimostra contrariato, in particolar modo quando l’amico si offre di prestare a Isabel un libro con dovizia di illustrazioni, per aiutarla a entrare nello spirito del Kinbaku.
«Io non lo sopporto», sbotta aspro. «Non sopporto l’idea di una donna umiliata in quella maniera, e non capisco perché mai dovrebbe desiderare di essere trattata così, di sentirsi debole, indifesa, in balia di qualcuno che vuole solo sottometterla. Non ci trovo nulla di eccitante, Isa», dice tutto d’un fiato, poi fa una pausa, abbassa la voce. «Io… non permetterei mai che ti accadesse qualcosa del genere. Nemmeno se fossi tu a volerlo».
È dolcissimo. Un cavaliere senza macchia e senza paura, un angelo custode. È dolcissimo, ma non capisce. Non può capire. 
Ma ormai i fili del destino sono lanciati e già annodati strettamente. Tra Isabel e Ryuu si instaura una complicità sottile e ineludibile, che li porterà a vedersi di nascosto e a compiere gesti che Tyler non approverebbe mai. Quindi meglio non dirglieli. Ma le bugie si fanno sempre più grandi come valanghe che rotolano, e presto non è più possibile celare ciò che li unisce.
«Questo senso di colpa è insopportabile. Vorrei essere spietata come credi che sia, infilarmi in camera tua e fregarmene di tutto, ma non riesco a fare un solo passo senza sentirmi lacerare dentro. Nemmeno un passo».
Prendo un respiro profondo, faccio scivolare le mani sotto il suo sedere e la sollevo. Isabel non oppone alcuna resistenza, si lascia prendere in braccio e si avvinghia a me con le mani e le gambe, poggiando la fronte contro la mia, facendomi annegare nel suo sguardo e avvolgendomi con i suoi capelli rossi.
«Allora non fare neanche un passo, e lascia che ci pensi io. Posso essere abbastanza spietato per entrambi».
Ho adorato questo romanzo, che, al di là della semplificazione della trama, ossia il classico triangolo amoroso, offre uno svolgimento delle vicende e un crescere dei sentimenti delicato e accorato, soffuso di eleganza e di passione. Entrambi i personaggi maschili sono da sogno, l’invidia per la protagonista mi ha fatto diventare verde per tutto il tempo della lettura. Di Tyler ho adorato la trasparenza, la gentilezza, e persino l’ingenuità con cui pone tutto se stesso ai piedi di una donna che invece si strugge di conflitti interiori e sensi di colpa. 
Il pezzo forte del romanzo, a mio parere, rimane però Ryuu; un carattere che sa essere al tempo stesso granitico e dolcissimo, sempre fedele a se stesso e al suo onore, che non teme di affrontare la tempesta che gli si para di fronte, né di riconoscere i segni del destino che lo spingono tra le braccia proibite di Isabel. Controllato, in apparenza, come la sua cultura gli impone, eppure bruciante di passione e di desiderio, di gelosia e di rabbia. 

Isabel forse è la figura che meno ho amato (invidia a parte). Forse si è trovata in balia di una scelta più grande di lei e delle sue limitate doti di coraggio e dignità; forse è troppo acerba, o troppo umana, per uscire dal ginepraio in cui si è trovata senza ferirsi e ferire; forse non sono state troppo ben approfondite le sue caratteristiche o i motivi che la rendono oggetto di venerazione da cotanti eroi maschili. Ma, ripeto, potrebbe parlare in me un acido senso di gelosia per la sua posizione… 

La storia è narrata a POV alterni, quello di Isabel e quello di uno dei ragazzi (che non svelerò); il ritmo è sostenuto, ma non disdegna pennellate liriche e momenti di descrizione meravigliosi che rendono l’ambientazione a Tokyo vivida e verosimile. Pochi ma molto ben caratterizzati i personaggi secondari, che aggiungono spessore al contesto e fanno da sponda ai momenti difficili affrontati dai protagonisti, ai loro dubbi e al conflitto che stanno vivendo. 

Le scene erotiche, infine, sono un vero splendore di raffinatezza e sensualità: rendono palpabili l’attrazione, il desiderio, l’attesa, l’urgenza. I momenti in cui si descrivono le legature lasciano con il fiato sospeso, e riescono a trasmettere tutto il culto per l’estetica, la perfezione, l’atmosfera, l’autocontrollo e la perizia estrema da una parte, e l’abbandono estatico dall’altra. Non che mi abbiano fatto venir voglia di nodi, ma ho compreso cosa può passare nella mente di chi li pratica, e il legame emotivo profondo che si instaura tra esecutore e modello. 

Unico appunto mi sento di farlo alla scelta editoriale di una cover poco coraggiosa e per nulla connotata, che non rende giustizia né alla trama né al concept del romanzo. 
Chi mi conosce sa che è molto raro che un erotic romance mi prenda fino a questo punto, eppure questo libro entra a pieno titolo tra i miei rari indimenticabili.



PRODOTTO FORNITO DALLA CASA EDITRICE

Nessun commento