BALLANDO COL DIAVOLO, FAITH GIBSON. Recensione



TITOLO: Ballando col diavolo
TITOLO ORIGINALE: Tap dancing with the devil
AUTRICE: Faith Gibson
TRADUZIONE: Bruna Martinelli
AMBIENTAZIONE: Texas
COVER ARTIST: PF Graphic Design
SERIE: Stand Alone
GENERE: Romantic Suspense
FORMATO: E-book (Mobi, Epub, Pdf) e cartaceo
PAGINE: 346
PREZZO: €4,99 (e-book) su Amazon, Kobo, iTunes, Google Play, Store QE
DATA DI USCITA: 25 ottobre 2019

Uno sbirro novellino con tutta una vita davanti. Tre poliziotti con qualcosa da nascondere. Non c’è un limite di tempo per la vendetta.

Ryan “Cass” Cassidy, giovane recluta della polizia e bravo ragazzo, ha tutto ciò che può volere dalla vita: una bella moglie, un lavoro che ama e un bambino in arrivo. Quando si becca trent’anni di prigione per un crimine che non ha commesso, perde tutto. È stato incastrato dagli uomini che avrebbero dovuto proteggerlo.

Tredici anni dopo, Cass viene rilasciato con la condizionale e quei tredici anni gli hanno rubato ogni briciolo di bontà che aveva, sostituendola con la rabbia che alimenta la sua missione solitaria di farla pagare ai responsabili.

Bugie.
Inganni.
Manipolazione.

Non ci sono limiti che Cass non sia pronto a superare per vendicarsi, ma a volte anche i migliori piani possono fallire e lui si troverà a dover ballare con il diavolo, se vuole vedere completata la propria missione.

“Quando la tua vita ti viene strappata dalle stesse persone di cui dovresti fidarti, non fai altro che pensare a come fargliela pagare”

Cosa fareste se foste condannati a tanti e lunghi anni di prigione per un’azione, un crimine che non avete mai commesso? Che cosa provereste se coloro in cui riponete fiducia assoluta vi tradissero nel peggiore dei modi? Di sicuro la vostra reazione non sarebbe delle migliori: anche l’anima più buona su questa terra avrebbe sete non di giustizia, ma di vendetta. Dopo aver vissuto una situazione simile, sarebbe impossibile rimanere gli stessi… 

Tredici anni prima, Ryan Cassidy, detto “Cass”, ha varcato le porte del penitenziario di Stato da ragazzo per bene, ben curato e timorato di Dio. Adesso ne esce da uomo duro, rude nell’aspetto e nel carattere, e incazzato, soprattutto incazzato: il tipico esempio del perfetto ex-galeotto. Ai tempi della condanna era un poliziotto novellino, sposato alla donna che amava e in attesa di un figlio che desiderava. Ha dovuto tirar fuori carattere e attributi per restare a galla in quell’inferno, per non essere spezzato e piegato, per restare vivo senza ricorrere ad atti degradanti. Ha imparato a combattere, a uccidere, ad hackerare computer. Il tempo in prigione ha corrotto la sua anima, frantumandola fino al punto da non lasciarne nemmeno un po'. Non perdona Dio di averlo abbondonato dopo una vita trascorsa a seguirlo; non ha più nulla di tutto ciò che lo definiva in passato, solo la macchia di un’accusa per omicidio. Ora, ha preso tutto il buono di quegli anni e l’ha chiuso a chiave in una scatola, nascondendolo nel profondo.
“Il bravo ragazzo non c’è più, non c’è più il marito che ama la propria moglie e che non vede l’ora di diventare padre. Non c’è più l’uomo a cui interessava stare dalla parte giusta di quelli col distintivo che un tempo aveva indossato con orgoglio”
Cass proviene da una famiglia cattolica credente e praticante e, dopo ciò che gli è successo, è stato completamente abbandonato da tutti i suoi cari. L’unica famiglia che gli è rimasta, e di cui gli importi, è suo cugino Jared, un biker tostissimo, un vero e proprio lupo solitario, che accetta l’uomo sfregiato nell’animo e pieno di rabbia che Cass è diventato. Ma adesso è libero e ha fretta di andare avanti con la sua vita, di vendicarsi. Per attuare la sua vendetta ha fatto un bel mucchio di conoscenze utili, persone con cui non avrebbe mai pensato di passare del tempo: il tipo di persone che aveva giurato di mettere in galera. Ha trovato rifugio e lavoro da Jared nell’officina di quest’ultimo, un luogo in cui Cass ama passare del tempo per via della sua passione per le auto e del suo talento nella meccanica. Suo cugino gli offre un inizio tranquillo, un reinserimento nella vita e nella società liscio, senza guai. Quello di cui non è al corrente è il piano di vendetta ideato da Cass per farla pagare a tutti coloro che gli hanno rovinato la vita. Nonostante questo lavoro sia fonte di distrazione, la rabbia è il motore delle sue giornate, incendia le sue azioni e lui è fermamente deciso a non permettere a nessuno di mettersi in mezzo.
“Dopo aver portato a termine il mio piano finirò direttamente all’inferno con un biglietto di prima classe, e se Satana sa cos’è meglio per lui, mi darà un calcio in culo prima che possa anche solo provare a varcare la soglia”
Ma si sa che, per quanto possa essere buono e ben strutturato, anche il piano più perfetto può essere stravolto e andare in tilt da un momento all’altro e quell’intoppo per Cass si chiama Lexie. Chi è esattamente questa donna? È la moglie di uno degli uomini che hanno rovinato l’esistenza a Cass.


Lexie è uno stereotipo femminile molto comune nei romanzi e nella realtà. Suo marito, un detective di polizia, spesso e volentieri le ricorda, con insulti e violenza fisica, di essere insulsa, una nullità, mentre lui è intoccabile: il classico personaggio dominante che manifesta il suo potere sulla propria donna, riversando percosse e frustrazione su di lei. Per quanto conduca una vita triste e infelice, Lexie è un’eterna ottimista; continua a pensare che, prima o poi, le cose tra lei e suo marito miglioreranno, attendendo un miracolo che trasformi la sua sofferenza in speranza per il futuro. Dopo vent’anni trascorsi in quel matrimonio da incubo, ha smesso di lamentarsi e dar voce al suo dolore, perché farlo di certo non risolve la sua situazione. È consapevole di meritare, e volere, un uomo migliore al suo fianco, ma perché desiderare qualcosa che non succederà mai? Ha troppa paura di lasciarlo; ha paura della reazione violenta che potrebbe scatenarsi in lui, ma ciò non le impedisce di sognare e desiderare di liberarsene.
“Probabilmente finirò all’inferno per questo pensiero, ma a volte immagino di ricevere quella chiamata. Farei finta di essere la moglie in lutto, mentre dentro festeggerei e se questo mi rende una persona di merda… beh, allora lo sono. C’è un limite a ciò che si può accettare dalla persona che dovrebbe amarti prima di iniziare a odiarla”
Tutto il suo sentirsi anestetizzata, fredda, morta dentro, scompare quando incontra un ladro gentiluomo nella sua camera da letto. Che cosa ci faceva quell’uomo in casa sua? Che cosa stava cercando? Lexie non lo sa, ma quell’uomo le ruba la forza di non provare più niente; risveglia la parte persa e gelida di se stessa. Le sue giornate, prima monotone e incolori, verranno alimentate dall’attesa dell’arrivo di quell’uomo: più pensa a lui, più ama i momenti rubati che entrambi condividono. E quale potrà mai essere l’identità di quel “Diabolik”? (ho scelto di mio questo buffo nomignolo perché il ladro riesce a entrare e uscire dalla casa di Lexie, ad apparire e scomparire alla sua vista, proprio come fosse un’ombra). Credo che la risposta sia scontata; sì, è lui, Ryan Cassidy. Non vi svelo i motivi della sua presenza a casa di Lexie, che cosa cerchi fra quelle mura, ma dovete sapere che quella donna riuscirà a incrinare i suoi propositi di vendetta, a crepare la gelida corazza che si era costruito negli anni di prigione. Cass sente il bisogno di confortarla da quel dolore che l’affligge e che lo accoltella al petto come se riuscisse a sentirlo anche lui. Quella donna gli ha fatto desiderare cose che non potranno mai succedere. Lui è il diavolo e lei è quanto di più vicino a un angelo abbia mai incontrato dopo sua moglie.
“C’è qualcosa in lei che mi attira. Perché ti ricorda lei. No, Lexie non è lei, è solo un’altra donna sposata che sto usando. Bugiardo”
Ma nemmeno lei, per quanto abbia potere su Cass, riuscirà a distoglierlo dalla sua vendetta. Il momento della resa dei conti è arrivato e sapete che cosa scoprirà Ryan? Che la sua vita non è stata altro che una serie di falsi insegnamenti, false parole, falsi sentimenti. Perché Ryan è stato incastrato? Chi ha assassinato sua moglie e perché? 

Il romanzo è strutturato in maniera complessa, venendo presentato da quattro punti di vista: quello di Cass e di Lexie, narrati in prima persona e quello degli antagonisti, in terza. Cass e Lexie vi daranno modo di conoscerli nel profondo, vedrete sbocciare una relazione tormentata, desiderata ma frenata; mentre i pov degli antagonisti sveleranno i particolari del piano di vendetta di Cass, che resterà un mistero in grado di tenere incollato il lettore alle pagine. La storia si incentra totalmente sulla vendetta di quest’uomo, anche se nella prima parte sono accentuate di più le sensazioni di uomo che assapora la libertà, attimo per attimo, dalle piccole alle grandi cose. “Ne uccide più la penna che la spada”: conoscete questo detto? È azzeccatissimo per Cass! Non starò qui a rivelarvi i dettagli del suo piano di vendetta, ma credo che sia corretto affermare che il cervello, quando è ben utilizzato, è la più letale delle armi. Avete presente il film “The Punisher”, quello con John Travolta? Ecco, giusto per darvi un’idea (smile)! Questo libro è un romance suspense dalle sfumature noir, narrato con uno stile diretto e scorrevole, ma forse un po' sbrigativo e frettoloso (la Gibson non si è di certo persa in chiacchiere, andando subito al sodo), che richiama lievemente il genere thriller; trama e personaggi si mescolano magnificamente, incastrando ogni tessera del puzzle in maniera molto elaborata. Per quanto la storia possa essere autoconclusiva, ci sono i presupposti per credere che ci sia un seguito. Ammetto che il finale mi ha infastidito, perché di certo non me lo aspettavo “aperto” e, giunti qui, credo che il seguito sia quasi d’obbligo: non si può tenere un lettore sospeso così, perché la curiosità e le prospettive sono tante. Adatto a tutti i lettori che, oltre al romance, cercano una buona dose di eros e mistero, nonché colpi di scena scioccanti.

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