SEI TUTTI I MIEI DOMANI, CARIAN COLE. Recensione


AUTORE: Carian Cole
TITOLO: Sei tutti i miei domani
GENERE: Contemporary romance 
EDITORE: Newton Compton
DATA DI USCITA: 17 novembre 2019 
COSTO: € 4,99 ebook

Le persone che amiamo sono ladri.
Ci rubano il cuore. Ci rubano il respiro. 
Rubano il nostro buonsenso. 
E li lasciamo. 
Ancora e ancora e ancora.

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Non puoi dimenticare il tuo primo amore. Il mio è un musicista perennemente in viaggio che è riuscito a guardare dritto nella mia anima. Sono passati quattordici anni ma non ho ancora dimenticato i suoi occhi, le cose che è riuscito a farmi provare. Ha mandato in frantumi tutte le mie certezze e i miei preconcetti. Ma mi ha anche spezzato il cuore. E quando la sua musica l'ha fatto diventare una star, ho continuato a esultare per lui. Come se fossi ancora la ragazzina innamorata di allora. Come se le nostre anime non avessero mai smesso di cercarsi.
"Sporcherò anche te. E non si laverà via."
Provate a immaginare cosa voglia dire avere nella vostra testa delle voci che continuano a parlarvi e vi dicono cosa fare, come muovervi, che vi giudicano. 
Immaginate una vita tentando di far tacere quelle voci, bramando il silenzio in ogni dove e senza riuscire a riposare mai. 
L'esistenza di Blue è questo: un vorticare di pensieri ininterrotti, un’accozzaglia di rumori che gli danno il tormento e che tenta in ogni modo di far tacere. 
È come districare una maglia intrecciata e non trovarne mai il capo. 
Come si può sopravvivere? 
Ve lo dico io: non si può. 
Per quanto si possa provare, si arriva a un punto morto, dove tutto diventa nero e la vita diventa parte integrante di quelle voci: le devi ascoltare per avere sollievo, per andare avanti, per continuare a respirare.
Per Blue, l'unico modo per non soccombere, è camminare... senza fermarsi mai.
Cammino.
Un passo. Un altro. Un altro ancora.
Uno, due, tre, quattro...
Ogni passo mi placa. Mi schiarisce le idee. Mi fa andare avanti. Lontano. Lontano da quelle voci.
Cammino.
Per il tempo necessario, per la distanza necessaria.
Finchè cammino, non posso volare.
Ma se durante quel cammino incontraste qualcuno che per la prima volta portasse un po' di pace nella vostra anima? Se insieme a lei quelle voci si calmassero e la sua sola presenza vi facesse sentire per la prima volta parte integrante di qualcosa? 

Piper Karel è l'apoteosi della goffaggine, che insieme al suo carattere introverso la rende, agli occhi della gente, una persona definibile come insignificante. 
Vive in una sorta di scantinato sotto la casa della sua famiglia, e questo per sentirsi una persona indipendente e che sa cavarsela da sola; nonostante questo, visto che il suo pseudo-appartamento non ha una cucina, si ritrova puntualmente a condividere i pasti con i genitori e la sorella minore, sentendosi giudicata e additata per i suoi modi troppo accondiscendenti e sottomessi. 
L'unica persona con cui ama confidarsi fin da bambina è la sua migliore amica, mentre le sue colleghe sono talmente altezzose e antipatiche che preferisce starne alla larga. 
Ed è per questo motivo che durante le sue pause pranzo sul lavoro, invece di condividere aneddoti e pettegolezzi con loro, preferisci isolarsi e consumare un fugace pasto nel parco di fronte al suo ufficio, dove può liberarsi dalle scarpe e leggere un buon libro, respirando aria pura tra gli alberi. 

Proprio durante una di quelle piccole pause sente per la prima volta una voce soave e melodiosa, il pizzicare sofferto di una chitarra, e si scontra con gli occhi più blu che abbia mai visto. 
Incuriosita da quella musica celestiale e malinconica, si avvicina a quel ragazzo perso tra le note delle sue canzoni e il suo cane fedele. 
Quel giorno diventa il primo di molti altri e tra i due nasce una bella quanto improbabile amicizia. 
Lui è bellissimo, statuario e con la sua aria trasandata mina il cuore di Piper fin dai primi sguardi. 
Ne è attratta in un modo mai provato prima per nessuno, e il fatto che il ragazzo sembri ricambiare le fa provare delle sensazioni talmente grandi da portare in secondo piano il fatto che sia un senza tetto. 
Ebbene sì! Avete capito bene. 


Leggere questo libro è stato qualcosa di indescrivibile. 
Straziante e devastante non rendono appieno la miscela di emozioni che mi ha scatenato. 
Le tematiche trattate in questo testo sono a dir poco sconvolgenti. 
Vi ho accennato, a inizio recensione, del problema di Blue, e questo la dice lunga su cosa può provare una persona del genere nel vivere quotidianamente; ma la cosa ancora più inquietante è che nessuno è stato in grado di aiutarlo e fargli capire che era giusto farsi aiutare. 
Blue è un puro talento, ha la musica nel sangue e molte parole, di quei milioni che ronzano nella sua mente, riesce a trasformarle in testi di canzoni potenti e che arrivano dritte al cuore. 
Ma, a volte, quelle stesse parole gli creano talmente tanta confusione da tenerlo sveglio per giorni e si ritrova a macinare chilometri su chilometri nella speranza di dare un senso a quei pensieri che lo devastano, sia moralmente che fisicamente. 
Incontrare Piper è al tempo stesso meraviglioso quanto destabilizzante. 
Ciò che sente per quella ragazza è un sentimento così grande da non poter fare a meno di lei e della sua pacatezza; ma al tempo stesso sa di non poterla rendere felice come meriterebbe, per colpa di una stabilità che lui non può dare e della continua voglia di fuggire da se stesso. 
Entrambi entreranno in un limbo di dolore che durerà anni e in quel periodo accadrà veramente di tutto. 
"Non so come amarti, Piper", dice brusco. "Ma so che ti amo un po' di più ogni giorno".
Piper, che quando ha conosciuto Blue era poco più di una ragazzina, verrà totalmente travolta dall'amore per quell'uomo fatto di silenzi, di musica e passione irrefrenabile. 
Diventerà la sua ossessione e la sua ragione di vita, ma anche la bruttura di un cuore spezzato e di un’esistenza fatta di dolore e mancanze.
Quest'uomo è una droga e io sono una tossica.
Sono fatta di lui e di noi, persa nel mondo che mi gira intorno, mentre ogni odore, ogni cosa che vedo o tocco è amplificata e vivida, totalmente sconnessa e annebbiata.
Mi credete? Sono due giorni che ho finito il libro e non riesco ancora a metabolizzarlo! 
Sono rimasta scossa nel profondo, mi ha lasciato un’intensa amarezza e una sensazione di tristezza che fatico a scrollarmi di dosso. 
Avremo il lieto fine, ve lo assicuro, ma fino alle ultime pagine non ne avrete nessuna certezza e vi scontrerete a muso duro nel conoscere cosa voglia dire essere malati di mente. 
Un libro intenso, una scrittura sensazionale e una tematica (vi avviso) non per tutti. 
Io in ogni caso ve lo consiglio!

PRODOTTO FORNITO DALLA CASA EDITRICE

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