L'AMORE COMPLICATO, PAOLA ZANNONER. Review party



TITOLO: L'amore complicato
AUTORE: Paola Zannoner
EDITORE: De Agostini
PAGINE: 220
PUBBLICAZIONE: 5 marzo 2019 
GENERE: young adult
COSTO: € 6,99 ebook


Una storia per le ragazze che parla di ragazze, scritta dalla magistrale penna di un’autrice bestseller.

L’amore è tutto fuorché semplice, perché quando si è innamorati è il cuore a prendere le decisioni, non la testa. Lo sa bene Caterina, che da poco ha conosciuto il misterioso e ribelle Marco. Chi se ne importa se tutte le volte che Caterina tenta di scucirgli di bocca qualcosa di più, ottiene solo mugugni e silenzi? In fondo, parlare è sopravvalutato. Meglio passare il tempo a baciarsi. E anche se Marco scompare per giorni, lei è disposta a perdonarlo perché lui è capace di farla sentire una vera principessa delle favole… nei brevi momenti in cui stanno insieme. Del resto, la loro è una storia d’amore con la A maiuscola. O almeno così si ripete Caterina finché non si accorge che il suo meraviglioso Principe Azzurro non è affatto perfetto. Non quando la tratta come un’ingenua ragazzina senza esperienza. Non quando la umilia davanti ai suoi amici. Non quando la schiaffeggia per aver osato provocarlo. E allora Caterina capirà che l’amore ha le sue regole e che, per quanto complicato sia seguirle, non farlo potrebbe essere ancora più disastroso. 

Dalla penna di Paola Zannoner, autrice bestseller e vincitrice del Premio Strega per Ragazzi e Ragazze con L’ultimo faro, un romanzo straordinariamente attuale, incredibilmente vorticoso: la storia di un amore malato e forse senza via d’uscita.
“Si sa: tutte le donne derivano non tanto da quell’incauta che ha colto una mela, ma da sua figlia, la prima infermiera della Terra.”
Caterina è una liceale di 15 anni, graziosa, con pochi grilli per la testa e ancor meno libertà elargita dalla sua famiglia. Studia con buoni risultati, ha due fratellini piantagrane, d’estate passa la maggior parte del tempo con i nonni in campeggio, mentre i suoi lavorano. Non ha avuto esperienze sentimentali di rilievo, e men che meno sessuali. 
Numerose compagne e amiche le sembrano più esperte e disinibite, almeno a parole, ma non si sente troppo inferiore rispetto a loro, almeno fino a che non compare Marco. 

Un ragazzo bellissimo e più grande di lei di tre anni travolge la sua vita come un ciclone. Irruento, passionale, affascinante, da subito rapisce il cuore e le energie di Caterina nel vortice senza scampo del primo amore. Esperto seduttore, bello da far paura, sicuro di sé al limite della presunzione, la nostra giovane fa fatica a credere che si possa interessare proprio a una ragazza normale come lei, eppure… 
Un bacio focoso al primo appuntamento, e ci sono pochi dubbi che il colpo di fulmine sia reciproco e immediato.
“È il primo bacio, ma è come se fosse l’ultimo per la passione con cui mi afferra, mi tiene incollata a lui, mi invade la bocca, mi regala il suo sapore.
Non faccio in tempo a dire: «Aspetta», perché lui continua a baciarmi in rapida successione, più calmo e dolce, impedendomi di parlare. E del resto ha ragione: cosa dobbiamo dirci ancora? Abbiamo già parlato abbastanza al telefono, prima di vederci, preludio di questo meraviglioso bacio carico di passione e di mille parole inesprimibili. Un bacio che non ho mai provato, mai immaginato, mai sognato ma che riconosco con i sensi, con un me che sa come baciare, come rispondere e aumentare la dolcezza e il piacere di questo baciarsi senza interruzione.”
Ma… 
Marco va per le spicce, i due si vedono quasi soltanto per andare a casa di lui (sempre misteriosamente libera da genitori), fa pressione per arrivare a un rapporto completo, al quale Caterina non si sente pronta. Da qui iniziano i primi screzi, e qualcosa si incrina. Non la relazione, all’inizio, ma l’autostima della ragazza, di continuo beffeggiata da lui, per la sua inesperienza, per il fatto che non è disinvolta o disinibita, per il suo amore per lo studio, per… qualsiasi motivo è buono per svalutarla o criticarla, sotto un velo di sarcasmo ambiguo che nasconde gli attacchi mascherandoli da bonaria ironia. 

Caterina inizia a pensare di essere sbagliata, inadeguata, non all’altezza di quel ragazzo che appare così tanto smaliziato, popolare, audace, ammirato. 

Il suo amor proprio tenta una ribellione, vola una parola pesante, e in risposta a quel “cafone” di Caterina, Marco perde le staffe e le molla un ceffone. 
È l’inizio della fine. La relazione degenera, e tra i due ragazzi si mette in atto, in piccolo, il copione standard degli amori tossici e dei maltrattamenti, fino a un epilogo che sfiora il dramma.
“Questo è uno dei più insondabili misteri dell’amore: che possa fare così male e ti faccia sentire così bene.”
La storia di Caterina contiene un messaggio molto importante per le ragazze della sua età, veicolato tramite un personaggio in cui molte giovani si possono riconoscere; il monito a prendere consapevolezza e a disfarsi di certi cosiddetti “amori” non sarà mai abbastanza ribadito. 

La narrazione è semplice, fluida, come si addice a un pubblico di lettori in giovanissima età, e si chiude con un tema di speranza nei rapporti umani sinceri e non manipolativi. Ma, al di là dell’importante concetto che si è voluto esprimere, la trama per il mio gusto è risultata troppo scarna e asservita all’aspetto didascalico. I ragazzi amano tuffarsi anche in letture complesse, che stimolino l’immaginazione e li abituino alle contraddizioni e alle ambiguità della vita, offrendo loro la possibilità di farsi domande e ragionare sui dubbi; quindi non mi sarebbe dispiaciuto che la caratterizzazione dei personaggi fosse più tridimensionale e le vicende raccontante meno lineari e prevedibili. Il fatale bad boy di turno, Marco, a mio parere appare troppo stereotipato, così come Caterina e alcuni suoi amici sono appiattiti nel ruolo classico dei “bravi ragazzi, ma con una vita poco interessante”. 
Da ultimo, non ho gradito l’uso di numerosi termini che, nella mente dell’io narrante, Caterina, (ricordo, una ragazza di soli 15 anni e mezzo, benché studiosa), mi sono apparsi innaturali e poco verosimili. Vado in un brodo di giuggiole quando leggo “funestare”, “vaniloquio” o “catatonia”, ma trovo che stridano in questo romanzo, considerato il registro narrativo molto semplificato di altri passaggi. 

In conclusione, ho trovato il libro ben scritto e scorrevole, lo consiglio a chi volesse gettare uno sguardo sul mondo dei primi batticuori e delle insicurezze adolescenziali, per trovare alla fine uno sprazzo di fiducia nel futuro, nonostante le tante insidie che circondano i nostri ragazzi. 
Non so invece quanto un lettore molto giovane possa incamerare il messaggio proposto, come dicevo prima, proprio perché viene offerto in modo troppo “dicotomico” e assoluto, e si sa, gli adolescenti non amano vedersi imposti punti di vista tranchant e preconfezionati.


PRODOTTO FORNITO DALLA CASA EDITRICE

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