IL NOSTRO GIOCO CRUDELE, ARAMINTA HALL. Recensione in anteprima



TITOLO: Il nostro gioco crudele
AUTORE: Araminta Hall
EDITORE: Newton Compton
PAGINE: 320 
PUBBLICAZIONE: 8 novembre 2018 
GENERE: Thriller 
COSTO: € 5,99 ebook

Il loro amore è finito. Ma il gioco è appena cominciato.


Mike Hays ha avuto un’infanzia difficile e si è ricostruito con fatica una vita solitaria ma serena. Almeno fino al giorno in cui ha incontrato Verity. Mike si è innamorato e ha giurato a se stesso che l’avrebbe resa felice. Ha trovato un lavoro, una casa e ha persino modellato il fisico per essere l’uomo dei suoi sogni. È sicuro che, nonostante gli alti e i bassi, finiranno per stare insieme. Non importa se V non risponde alle sue mail e alle sue chiamate. Non importa se sta per sposare Angus. Fa tutto parte del gioco segreto tra loro. Mike deve solo osservarla costantemente per essere sicuro di cogliere “il segnale” non appena V deciderà che è giunto il momento di salvarla. E così, quando riceve l’invito al matrimonio, Mike non esita un secondo a confermare la sua presenza. Probabilmente è lì che V ha intenzione di mandargli il segno per chiedergli di intervenire. La loro è un’intesa speciale, segreta, e Mike è sicuro di conoscerne a fondo le regole. Perché non importa se apparentemente la loro relazione è finita. Il gioco è appena cominciato.

Myke è un brillante dirigente della City di Londra, arrivato a traguardi economici e di carriera inattesi, sia per lui stesso che per chi conosce la sua infanzia drammatica. Nonostante sia poi cresciuto con due splendidi genitori affidatari, infatti, il suo carattere è stato segnato dalle gravissime condizioni di disagio e trascuratezza in cui la madre alcolista lo ha lasciato per i suoi primi dieci anni; è un trauma profondo, e lo condiziona nelle relazioni personali, oltre a provocargli amnesie e una tendenza a dipendere anche lui dall’alcool. È un uomo duro, diffidente, manca di empatia e si sente profondamente estraneo al resto del genere umano, tranne che a pochissime persone.
Una di queste è Verity. Si conoscono al secondo anno di università, una volta laureati iniziano a convivere e trascorrono nove anni in piena simbiosi, in un amore esclusivo e profondo che li isola in una bolla di tenerezza e passione.
Era come se il mio cuore fosse rimasto disattivato prima di conoscere V. Come se non lo avessi mai sentito battere, anzi, come se non mi fossi neppure reso conto della sua esistenza.

Un “gioco segreto” cementa ancora di più il loro legame, già carico di segnali silenziosi e di una complicità fin troppo ossessiva: consiste nel far finta di allentare la relazione, di lasciare che tra loro si inserisca una persona estranea, per poi espellerla violentemente all’ultimo minuto e tornare insieme, in modo ancora più passionale ed esclusivo di prima.

“Dicono che l’odio sia l’emozione più simile all’amore. E di sicuro esistono due forme di passione. La passione del sesso e la passione dei litigi. Per me e V l’una si fondeva nell’altra costantemente. Un secondo prima si grida, quello dopo si scopa. Avevamo bisogno l’uno dell’altra in un modo così assoluto che a volte pensavo che non ci saremmo fermati finché non ci fossimo consumati a vicenda. ”
Ma qualcosa si incrina. Mike accetta un incarico di prestigio al di là dell’oceano, per soli due anni, e una sera, in preda alla disperazione della solitudine, commette una trasgressione che sa gli costerà moltissimo. Pieno di sensi di colpa, e convinto che il loro rapporto debba essere cristallino, lo confessa a Verity, implorandone il perdono. 
Verity reagisce in modo inatteso: taglia via Mike dalla sua esistenza, rifiuta ogni contatto, annuncia che il suo sgarbo non è perdonabile né emendabile. Dopo pochi mesi si fidanza con un ricchissimo manager in carriera e invita Mike al suo matrimonio. 
Inizia il vero tormento per Mike. Non può credere che Verity lo abbia dimenticato in così poco tempo, non può accettare che un amore così profondo tra loro due non continui ad essere totalmente reciproco. La ama e la amerà per sempre, si convince che la sua ragazza gliela sta soltanto facendo pagare, sta spingendo il loro “gioco segreto” a livelli mai sperimentati prima. Non gli rimane che stare alle regole di lei, in fondo lo merita, l’ha fatta soffrire con il suo “errore americano”, deve espiare, deve dimostrarle con qualcosa di eclatante che è ancora degno di lei. Non gli passa neanche per la mente di rinunciare a lei sul serio. 
Perché prima di V io ero come mia madre. Non m’importava di niente e di nessuno, mi chiudevo spesso in me stesso, mi giravo dall’altra parte, mi era fin troppo facile essere crudele con gli altri. La verità è che V mi aveva reso un uomo migliore. E senza di lei rischiavo di trasformarmi nella stessa persona che era diventata mia madre.
Non c’è diniego o spiegazione di Verity che tenga, ormai l’ossessione di Mike sfiora il delirio, e legge ogni parola, ogni gesto come un segnale in codice che lo autorizza a starle ancora più addosso.
Nessuno di noi ha idea di cosa accade nel cuore degli altri. Bisogna prima raggiungere il livello che abbiamo raggiunto io e V, ci vogliono tantissimi anni e un mucchio di esperienze condivise. È una cosa così rara che puoi sperare di raggiungere un simile livello di connessione solo con una persona in tutta la vita.
Ma Verity ormai è una donna sposata, e la situazione precipita gravemente in breve tempo: Mike ci parla dal carcere, e poi nel corso del processo, narrando a noi, al suo avvocato e a Verity stessa la sua versione della storia, una versione imbevuta di amore e devozione granitica verso la donna. 
Durante le testimonianze portate al processo, tuttavia, scopriamo altri retroscena e altre versioni oltre a quella di Mike, e i dubbi iniziano ad assalirci. Verity è davvero innocente, Mike ha davvero travisato ogni cosa? Sono davvero fuori dal loro “gioco”, oppure se ne lasciano trascinare in modo più o meno consapevole? E nel caso, chi guida le fila e chi invece obbedisce alle regole del master? 

Il romanzo è un thriller psicologico, nel quale la trama si svolge intorno al vissuto e all’elaborazione mentale del protagonista, Mike, unica voce narrante. La psicologia, i meccanismi emotivi e cognitivi la fanno da padrone, avvincendo il lettore con delle interessanti distorsioni della realtà, ma allo stesso tempo mettendo in forse ogni descrizione e rivelazione. Chi ha in mano la verità? Volutamente l’autrice gioca in modo molto ambiguo su questo tema e fino all’ultimo, e forse anche oltre, non avremo la certezza assoluta di quale delle tante sfaccettature proposte sia alla fine quella reale, a prescindere dalla decisione della giuria. 

La storia è molto ben scritta, la mente di Mike e le cicatrici che il suo passato terribile gli ha lasciato sono rese con grande verosimiglianza. Il personaggio di Verity, per una questione di POV, e credo anche per scelta autoriale, rimane più ambiguo, e non saremo mai certi di quale sia la dose di convinzione o quella di manipolazione che infonde nei suoi gesti e nelle sue decisioni. 
Tuttavia, alcune fasi della storia risultano meno brillanti, appunto perché la psicologia ha molto più spazio dell’azione, e i dubbi e i pensieri del protagonista sono ripetuti tante volte, certamente per dare l’idea di come funziona una coscienza ossessiva, ma con l’effetto finale di dare poco slancio al flusso degli accadimenti. 

L’autrice, inoltre, ha a cuore un tema culturale-giuridico, come svela nella postfazione, che permea tutta la terza parte, quella del processo; questa sua intenzione, al di là dell’essere o meno condivisibile, appesantisce alcuni passi della narrazione e la rende troppo “strumentale” al messaggio che vuole veicolare, e meno godibile come lettura di puro “intrattenimento”. 
Nel complesso un romanzo molto ben scritto e strutturato, penalizzato in alcuni passi da un certa ripetitività e lentezza del ritmo, ma comunque consigliabile a chi ama le storie che si addentrano nella psiche umana e ne vogliono veder descritti i meccanismi più intimi e perversi. 

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