TITOLO: Tutti i tuoi respiri
AUTORE: Bendetta Cipriano
GENERE: contemporary romance
EDITORE: self publishing
PAGINE: --
PREZZO: € --
DATA DI USCITA: 7 giugno 2018
GRAFICA COVER: Catnip Design
Mi chiamo Amélie e ho negli occhi il ricordo di una notte senza stelle, fatta di grida strazianti e di silenzi interminabili.
Lui si chiama Jace ed è stato il mio cavaliere.
Tra le sue braccia ho lasciato che il mondo scomparisse e il dolore si affievolisse lentamente.
Quella notte il mio cuore si è fermato e adesso è immobile, trapassato da una miriade di spilli.
Sanguino, ma non è Jace a curare le mie ferite.
Eppure io lo desidero, lo bramo.
Voglio sentire le sue mani raccogliere pian piano i cocci di una notte che ha frantumato la mia vita.
Voglio dissolvere il tormento perdendomi nel suo sguardo.
Voglio intrecciare le dita nelle sue e sentire il mio cuore tornare a battere.
Mi chiamo Jace e, no, non sono un cavaliere.
Quella notte ho lasciato che Amélie spegnesse il mio dolore.
L’ho avvolta tra le braccia e ho sentito il battito del suo cuore contro il mio petto.
L’ho salvata e sono fuggito.
Eppure oggi lei è qui, pronta a confondermi, e io non posso cedere.
Lei è il ricordo di qualcosa che provo a dimenticare, giorno dopo giorno, e il suo sguardo è in grado di farmi esplodere in mille pezzi.
Il mio cuore è malconcio, le mie canzoni sono aride e le mie note pronte a perdersi nel vento.
Bramo il suo corpo e la sua anima, ma resto immobile e combatto contro quell’unica parte di cuore ancora intatta che, alla vista dei suoi occhi, batte inarrestabile.
Una sola notte li ha avvicinati
Una sola notte li ha spezzati.
Una sola notte li ha uniti, per sempre.
Ma questa non è solo una storia d’amore.
Amélie, giovane donna dagli splendidi capelli rossi e dagli occhi verdi, si trova a New York per onorare la memoria della sua più cara amica, Camille, deceduta qualche mese prima nella strage del Bataclan a Parigi. E’ disperata e piena di dolore per questa perdita: la spensieratezza della sua vita si è fermata quella sera del 13 novembre, quando l’infame attentato nella capitale francese le ha strappato quella che per lei era una sorella, la sua anima gemella; la sofferenza è tale che tutto il suo mondo si sbriciola, le sue certezze crollano e lei con loro. Senso di colpa, annientamento e apatia sono le sensazioni che da quella notte la accompagnano. Le lettere che scrive all’amica perduta sono toccanti e strazianti; le parole graffiano il cuore, pur nella bellezza poetica che le impregna. Amélie non riesce a riprendere a vivere, quindi decide di lasciare Parigi e trasferirsi in quella New York che era il sogno di Camille. E’ il tentativo estremo di lasciarsi alle spalle la vecchia vita e tentare di ricominciare in una città sconosciuta. Jace, occhi verdi e capelli castani, vive a New York da sempre; la madre Grace e lo zio Hunter hanno aperto un pub, il G&J, nel quale ogni venerdì sera si esibisce con la chitarra, cantando le sue canzoni. Lo conosciamo nel giorno del funerale dell’adorata mamma, che da giovane si era perdutamente innamorata di un musicista francese. Dalla relazione è nato Jace, cresciuto convinto che il padre lo abbia abbandonato e molto legato alla madre. Il trentacinquenne è angosciato e saluta Grace con le parole di una bellissima canzone da lui composta. La musica infatti è per lui l’unico modo di dare voce a quello che ha dentro, è uno sfogo che lo aiuta quando soffre, è la sola consolazione per il suo animo tormentato. Quando scopre un segreto che lo riguarda, vola a Parigi e proprio la notte del 13 novembre anch’egli si trova nei pressi del Bataclan: allo scoppiare dell’inferno, è lui a trarre in salvo Amélie ed entrambi provati e disperati, condividono una notte di passione.
Mi vuole, vuole usarmi per distruggere questa notte. Io voglio la stessa cosa. Afferro i suoi capelli tra le mani e tiro forte, mi aggrappo a lui mentre la sua testa corre verso il basso.
In seguito però Jace scompare e i due ragazzi si rivedono a New York solo 11 mesi più tardi , quando Amélie, iscrittasi ad un corso sul linguaggio dei segni americano, si reca nel pub di Jace con alcuni amici: superato lo shock iniziale, entrambi si accorgono che l’attrazione che li aveva uniti a Parigi è ancora tutta lì, pronta a scoppiare. Jace però la allontana, ma non ha fatto i conti con la determinazione della giovane francese, che a sua insaputa viene assunta al G&J.
Chiariamo una cosa, Amélie. Se ti guardo desidero solo trascinarti al piano di sopra, nella mia stanza, tra le lenzuola, ma non lo farò. Perché non ti voglio nella mia vita. Perciò stanne fuori! Gioca pure a fare la cameriera, ma tieni quegli occhi lontani dai miei, non incrociare il mio sguardo. Non mi guardare, cazzo!Ma è inevitabile che la vicinanza al lavoro acuisca il desiderio e la forte attrazione non solo sessuale che c’è tra di loro e la relazione che ne segue li aiuta a sanare le ferite della loro anima. E’ solo grazie a Jace che Amélie decide di riprovare a vivere lasciando andare Camille.
Poi gattona verso di me: ha ancora gli occhi lucidi ed è una dea. La mia Musa con gli occhi sbiaditi e i capelli indecifrabili si muove verso di me completamente nuda. I capelli danzano sulle sue spalle e i suoi seni sono pieni, tondi e perfetti, i suoi capezzoli duri, pronti per essere assaggiati nuovamente dalla mia bocca.Quando tuttavia le capita tra le mani un oggetto che le svela un angosciante verità, piano piano si allontana da Jace, finché non sarà proprio lui, venuto a conoscenza del segreto, a non volerla più accanto e Amélie ripiomba nella desolazione, nel dolore e nella solitudine.
C’è da qualche parte, immerso nell’oscurità di un corpo senza vita, un cuore. Un cuore che aveva ricominciato a battere, che aveva imparato ad accettare la perdita, il tormento e che lentamente si stava sollevando, ma adesso è inanimato, congelato, ibernato.Nuovamente distrutta, Amélie lascia New York e torna a Parigi, portando però inconsapevolmente con sé qualcosa di prezioso, che la riporta alla vita e le dona nuove forze. Passano mesi, durante i quali Jace non si fa sentire, fino a quando, risolta una certa situazione, tornerà a Parigi e la sua vita non sarà più la stessa… Arrivare alla fine di questo romanzo senza versare lacrime mi è stato impossibile: fin dal prologo il cuore batteva a mille e tutto il racconto è di una bellezza devastante. Le lettere di Amélie per l’amica morta ad esempio sono dei piccoli capolavori che, come le canzoni scritte da Jace, vanno a colpire le emozioni più profonde di ognuno di noi. L’autrice è stata bravissima a fare del Bataclan e della notte che lo ha reso tristemente famoso il centro catalizzatore dal quale prendono vita le vicende del romanzo: i destini di Camille, Amélie e Jace si intrecciano proprio davanti alla discoteca parigina e il proseguo della narrazione porta in un crescendo meraviglioso a dipanare la loro storia.
Camille: in realtà più che una figura di secondo piano è una vera protagonista: a lei sono dedicate le più belle parole di Amélie, lei è fortemente presente durante tutto il romanzo, la sua solarità in vita e la sua grande assenza permeano le pagine dall’inizio alla fine, con un epilogo degno di tutto il libro. E poi gli altri personaggi, che definire minori è riduttivo: Hunter, lo zio che ha fatto da padre a Jace, che ha sacrificato la sua vita per essere presente in ogni momento in quella del nipote; Grace, che ha conosciuto il vero amore da giovane e che con vero amore e spirito di sacrificio lo ha lasciato andare; Philippe Giraud, privato della verità e della possibilità di essere padre fino in fondo, sono tutte figure che contribuiscono a fare di questo romanzo un’opera meravigliosa. Ho già scritto dello stile sublime dell’autrice, concludo dicendo che il romanzo è scritto a POV alternati e anche questo aiuta ad entrare nelle emozioni profonde dei protagonisti e a vivere empaticamente le loro sensazioni. Insomma è un romanzo che non potete perdervi e che vi segnerà nel profondo!



























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