Titolo: Io, è un altro
Autore: Omar Soriente
Data uscita: 31/05/2018
Numero pagine: 90
Casa editrice: Edizioni Ensemble
Prezzo di copertina cartaceo: € 12
Distribuito da Libro Co.
Dopo una delle tante escursioni in montagna, unica passione della sua vita, Stefano si appresta a percorrere il sentiero verso casa prima dell'avvento del buio. La sua corsa, però, è troppo veloce. La mattina seguente si sveglia sul proprio divano ma, accingendosi a compiere le sue azioni abitudinarie, nota che queste sono state già svolte: davanti a lui, infatti, c'è un altro se stesso, ai cui occhi è del tutto inosservato. Superato lo shock iniziale, si rassegna all'invisibilità e intraprende un profondo flusso di coscienza per capire cosa sia successo e, soprattutto, inizia a guardarsi dall'esterno, scoprendo un individuo del tutto simile a lui, che gli sembra completamente estraneo. L'odio per il proprio lavoro, l'ira verso i genitori, le costanti crisi di nervi di quell'uomo che chiama "impostore", gli svelano aspetti di sé sui quali non si era mai soffermato. Cosa lo aveva portato a corrodere la propria anima? E, soprattutto, una volta trovata la risposta, ci sarebbe ancora stato il tempo per tornare indietro e riscoprire il desiderio di vivere?
NOTE DELL'AUTORE
Nel romanzo “Io, è un altro”, ho voluto raccontare, in un modo del tutto personale, una vicenda che ha un solo protagonista. Il titolo del romanzo è stato ispirato dalla celebre frase pronunciata dal poeta francese Arthur Rimbaud. La trama da me raccontata narra di un personaggio che nel primo capitolo si trova nel suo ambiente più naturale: la montagna. Arrivato in un belvedere riprede fiato mentre il sole corre velocemente dietro le cime più alte. Prima che l'oscurità renda la discesa pericolosa, l'uomo si rimette in marcia per tornare a valle e nel fitto del bosco comincia ad aumentare il passo per rientrare a casa. Il primo capitolo termina quasi bruscamente lasciando al lettore ogni possibile ipotesi. Il secondo capitolo si apre con l'arrivo del protagonista nella propria abitazione, ma aprendo la porta si trova difronte a un se stesso. Inizialmente pensa si tratti di un'allucinazione dovuta alla stanchezza, ma col passare dei minuti si rende conto di essere al cospetto di un “Impostore”, figura attraverso la quale Stefano avrà la possibilità di conoscere nel profondo il suo modo d'agire nel quotidiano. La paura e lo sgomento iniziali lasciano a poco a poco spazio alla curiosità di capire. Sulla linea sottile di demarcazione tra reale e irreale, tra ragione e pazzia, il protagonista osserva quell'impostore con occhi diversi, con uno sguardo che gli permette di vedere se stesso come non gli era mai capitato prima di allora. L'incredulità e l'inverosimile si fondono fino a sparire completamente, lasciando un uomo in balia di quel se stesso e in una realtà inaccettabile quanto autentica. Nel viaggio fisico e mentale di Stefano appare sempre più chiaro il bisogno di porsi delle domande per giungere a quelle risposte capaci di palesare l'uomo che è sempre stato. Si crea una folle corsa verso l'individuazione di un capro espiatorio a cui rivolgere le proprie frustrazioni e insoddisfazioni. A volte si tratta dell'ambiente nel quale vive, in altre occasioni si tratta del lavoro che svolge e infine scarica le colpe su quell'Impostore che non riesce a riconoscere come se stesso. La mia idea è stata quella di sviluppare una trama il cui protagonista si confrontasse con se stesso, con quella parte spesso chiamata “Inconscia” e che porta alla conoscenza di un “IO” diverso. Ho voluto dare un nome a questo IO che ognuno porta con sé: Desiderio. Stefano, il protagonista, diventa l'Impostore e infine Desiderio. Nella parte finale Stefano si risveglia in un dirupo. Durante la discesa frettolosa mette un piede in fallo e cade rovinosamente. In fin di vita apre per un'ultima volta gli occhi e rivive mentalmente l'esperienza che lo ha visto coinvolto nell'osservazione di se stesso. La consapevolezza dell'esistenza di Desiderio nasce un attimo prima della morte di Stefano. Quel Desiderio incapace, in vita, di essere più forte di un Impostore; di una volontà debole, quella di Stefano e di una routine divenuta l'unica strada percorribile. Tra sofferenze, frustrazioni, delusioni e sconcerto il protagonista si accorge di avere tra le mani la libertà di uno spirito che non aveva mai considerato, tralasciato in un angolo, nascosto anche al più piccolo e tenue fascio di luce. Quella parte di se stesso che una volta scoperta sfugge via proprio quando la si pensava a portata di mano. In questo romanzo ho voluto, per metafore e a volte in modo più esplicito, approfondire un concetto al quale spesso mi sono trovato a pensare. Nell'attimo in cui siamo vicini alla morte ho voluto tralasciare i soliti luoghi comuni volti a riavvolgere, attraverso fotogrammi, i momenti più significativi di un'esistenza. Il mio intento è stato quello di dare consapevolezza a chi sta per lasciare questo mondo. Non i ricordi di una vita, non le sofferenze o le gioie del passato; soltanto il presente, la vita che scorre dinanzi agli occhi tale a quale al modo in cui la si stava vivendo fino al giorno prima. Può essere ancor peggio della morte scoprire che tutti i nostri desideri, i sogni a cui ambivamo, si siano semplicemente inabissati in anfratti bui ai quali non abbiamo permesso a un fascio luminoso di speranza di illuminarli. Lascio modo al lettore di trarre le proprie conclusioni. Mettere in bocca la verità al lettore non ha alcun significato perché le verità sono molteplici e intercambiabili. Non esistono risposte nel romanzo, ma premesse per arrivare a formularne delle proprie.
Omar Soriente è nato a Maniago (PN) nel 1978. Dopo una esperienza da operaio metalmeccanico durata dodici anni si è trasferito in Canada per restarvi tre anni. Oltre a frequentare un college ha svolto la mansione di aiuto cuoco presso un ristorante di Vancouver BC. Durante il periodo trascorso in Nord America si è cimentato nella sua prima stesura autobiografica “La Vita Allo Specchio”, pubblicata in Italia da Kimerik nel 2011. Successivamente ha pubblicato un saggio intitolato “Il Viaggio Rotondo” (Youcanprint 2014) nel quale rende partecipe il lettore della sua filosofia di vita.






















Ringrazio infinitamente il blog per questa bella presentazione del mio romanzo.
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