LA ROSA DEL DESERTO, MARIA E LINA GIUDETTI. Blogtour

QUINTA E ULTIMA TAPPA DEL BLOGTOUR DEDICATO A LA ROSA DEL DESERTO DI MARIA E LINA GIUDETTI. VENITE A LEGGERE ALCUNI ESTRATTI DI QUESTO LIBRO.



TITOLO: La rosa del deserto – Ishtar La Sumera
AUTRICI: Maria e Lina Giudetti
EDITORE: self publishing
GENERE: Romance storico
FORMATO: ebook
PREZZO: € 2,99 
DATA DI USCITA: Marzo 2018

La vita di Ishtar è cambiata. Non è più né una sacerdotessa, né una schiava, ma continua a essere prigioniera del sentimento che la lega al re, Dungir. Pur assaporando finalmente la libertà, anche nella terra dei suoi avi Ishtar si sentirà un’esiliata. Sarà in conflitto con se stessa e con il mondo che la circonda mentre cercherà di adattarsi a una nuova vita lontano dagli agi e da tutto ciò che le era familiare. Dovrà cercare la sua strada e affrontare con coraggio il suo futuro. Da una parte, a rincuorarla, ci sarà l’amore del suo fedele servitore; dall’altra, a tormentarla, ci sarà il ricordo del re, l’uomo per il quale sarà disposta ad affrontare nuovi pericoli... 

La Rosa del Deserto – Ishtar La Sumera è il secondo romanzo di una trilogia romantico-erotica a sfondo storico. 
Gli altri due volumi sono: 
La Rosa del Deserto – Ishtar La Sacerdotessa (il primo romanzo) 
La Rosa del Deserto – Ishtar La Guerriera (il terzo romanzo, presto online)

ESTRATTI:

primo estratto

Quando si accorse che anche Dungir piangeva, stringendola a sé come se fosse la cosa più preziosa, il suo cuore mancò un battito. «Portarmi con te, amor mio» sussurrò il re, un attimo dopo, con gli occhi lucidi. «Non voglio più rimanere senza di te.» Ishtar lo baciò teneramente sulla bocca. «Mio signore...» Dungir le sorrise mentre la guardava negli occhi. «Ti amo» pronunciò stringendola a sé, con così tanta forza da toglierle il fiato. «Dillo ancora una volta.» «Ti amo, Ishtar di Uruk.» «Anche io ti amo» confessò lei tra le lacrime, allungando una mano per accarezzargli il viso. Rimasero in silenzio per un po', stretti l'uno accanto all'altra nell'oscurità. Avvolta nel tepore rassicurante delle braccia di Dungir, Ishtar smise di tremare e permise al suo corpo di rilassarsi.

secondo estratto
 
«Potresti sposare me, Ishtar» le propose con il cuore che gli batteva forte, arrivandogli quasi in gola. Lei sollevò lo sguardo lentamente e quando i loro occhi s'incontrarono, lui notò che quelli di lei erano colmi di sorpresa e di meraviglia, ma non della felicità che aveva sperato di poter leggere sul suo bellissimo volto. Ishtar mosse le labbra per parlare, ma Ishkur la zittì dolcemente posandole un dito sopra. «No. Non c'è bisogno di dire nulla» fece malinconico. «Non volevo metterti in difficoltà. Ho pensato che questa potesse essere la soluzione migliore. Io ti amo, Ishtar.»

terzo estratto 

«Mio signore, che piacere ricevere la vostra visita! Vedo che finalmente vi siete ricordato le buone maniere e avete deciso di venire a salutare vostra moglie» lo salutò con una finta calma. Dungir ignorò le sue parole e mosse alcuni passi minacciosi verso di lei con espressione sprezzante. Abi-simti, aiutandosi con i palmi delle mani, d'istinto, indietreggiò sulle ginocchia verso il capezzale del letto, guardandolo impaurita. «Come ti sei permessa di dare ordini in mia assenza! Non sei nessuno!» La raggiunse e l'afferrò per i capelli mentre con l'altra mano le strinse con fermezza, il polso. «Mio signore, non so di cosa parliate!» La regina cercò inutilmente di divincolarsi. «Mi state facendo male, lasciatemi!» «Bugiarda!» gridò il re con veemenza, stringendo ancora di più la presa. «Non avevi il diritto di far rimuovere la guardia personale di Ishtar e pagherai per il tuo affronto!» «Mio signore, non è colpa mia! Vi prego, ascoltatemi» lo supplicò, «perché mai avrei dovuto fare una cosa del genere? È vero, la somma sacerdotessa non mi è mai piaciuta, ma sarebbe stato sciocco da parte mia farvi un affronto del genere, ben sapendo che mi avreste punito al vostro ritorno!» continuò a spiegare, cercando di placare la sua ira, ma l'espressione piena di odio di lui la fece trasalire. Non era nella natura di Dungir colpire una donna, ma provava una rabbia così cieca che desiderava picchiare Abi-simti fino a farle implorare pietà, forse fino a ucciderla con le proprie mani. «Pensavi forse che non avrei scoperto la verità? La morte si paga con la morte, Abi-simti!» le disse guardandola dritta negli occhi, mentre sguainava la sua spada.

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